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È un robot animato come un animale antropomorfo, un piccolo Charlot: operaio alienato che sogna un domani migliore guardando il cielo stellato. E quando dal cielo questo domani migliore arriva sotto forma di un altro robot, Eve, più moderno e programmato per cercare vita sulla Terra, Wall-e lo insegue sull'astronave madre.
La Pixar continua a fare miracoli. Dopo le carambole automobilistiche di Cars e i prelibati piatti di Ratatouille, un altro capolavoro assoluto, forse l’opera più sorprendente, inaspettata e geniale partorita dall’animazione negli ultimi quindici anni. Wall-E è tante cose insieme. Prima di tutto, uno straordinario e indimenticabile omaggio al cinema delle origini, quello muto. Nei primi venti minuti le parole restano infatti in panchina, dando spazio ad una struggente sinfonia di oggetti perduti, fasci di luce e rumori sullo sfondo. Wall-E è un robot che dialoga a distanza con i grandi del cinema. Straniato come un Buster Keaton d’annata, romantico e profondo come uno Charlot perso fra i detriti della fine del mondo. Negli Stati Uniti ha sbancato il botteghino, facendo incetta di premi, in Italia, pur avendo ottenuto un discreto succcesso è il film della Pixar che ha avuto meno fortuna. C’era da aspettarselo. Perché al di là del divertimento epidermico e della straordinaria fantasia, il film di Andrew Stanton nasconde una struggente e disincantata riflessione sul destino del mondo, su un’umanità troppo dipendendte dalla tecnologia e sullo strazio di una natura incapace di difendersi. Forse un po’ troppo per un Paese come il nostro, dove l’animazione è ancora considerata solo roba da bambini.

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Regia: Renny Harlin
Con: Val Kilmer, Christian Slater, Eion Bailey, Clifton Collins Jr., Will Kemp, Jonny Lee Miller, LL Cool J