
Dopo anni vissuti in Messico con il padre, morto di recente, Stéphane (Gael García Bernal) torna in Francia richiamato dalla madre. Timido o semplicemente stordito dal passaggio dallo spagnolo al francese, l’artistico ragazzo trova impiego presso uno studio grafico. Peccato che il suo primo progetto, ‘Disastrology’ – un improbabile calendario in cui i mesi sono scanditi da illustrazioni delle più famose tragedie e disastri naturali – venga bocciato, e il lavoro si trasformi velocemente in una routine poco stimolante, imbruttita da colleghi dalle pulsioni molto carnali e poco metafisiche (Alain Chabat è ‘materialmente’ fantastico!).
Stéphane sfoga la propria frustrazione rifugiandosi nei sogni, o meglio fondendoli con la quotidianità. Il sogno diventa così rifugio e luogo di analisi di sé stesso, dei propri sentimenti e sopratutto, l’unico posto franco dove amare con tutta la purezza e assurdità di cui è capace un bambino. Stéphanie, la vicina della porta accanto…
C’è sempre un momento – ma per molti è un istante impercettibile – in cui si lasciano i rimasugli dell’infanzia per una più rumorosa e innegabilmente interessante vita adolescenziale. Invero si dà molto più peso a un secondo balzo, l’arrivo dell’età adulta, e poco o nessuno all’abbandono alla polvere di bambole e pupazzi.
Sarà anche per questo che è così eccezionale, quasi pettegolo, spiare un uomo come Michel Gondry attraverso i suoi stessi lavori. Un artista che pare capace di una creatività illimitata, ma che non ha fatto altro che restare un dodicenne a vita.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
dal 30 maggio 2013
Anno: 2012
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