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Per avere usato imprudentemente le arti magiche nel mondo dei babbani Harry è costretto ad anticipare il suo ritorno alla scuola di Hogwarts. Qui lo attendono i suoi due amici Ron e Hermione ma anche un pericolo incombente. Il mago Sirius Black è fuggito, infatti, dalla prigione di Azkaban e sembra si stia avvicinando proprio a Hogwarts con lo scopo di eliminare il giovane stregone.
Giunta alla terza parte di una saga che prevede ben sette episodi (il quarto film è in fase di produzione) la vicenda cresce d’intensità di pari passo con i suoi protagonisti e i suoi spettatori. Se la prima pellicola aveva un’impronta disneyana destinata ai più piccoli e la seconda virava invece sugli aspetti più magici, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban è un film per adolescenti. Il regista messicano Alfonso Cuarón (Y Tu mama tambien) succede a Chris Columbus e sceglie un approccio visivo decisamente dark. Ne deriva un film gotico, avvolto dalla neve e dalla nebbia, affascinante sotto il profilo estetico con alcuni personaggi, in particolar modo i terrificanti Dissennatori, degni di un horror.
Cuarón realizza così un’opera incentrata sul doloroso passaggio dall’infanzia all’adolescenza dimostrando una sensibilità rara nel panorama dell’attuale cinema commerciale. La trama e i personaggi risultano parzialmente ridimensionati rispetto al testo della Rowling ma gli attori trovano comunque uno spazio adeguato alle loro interpretazioni. Sono convincenti Daniel Radcliffe e Rupert Grint (Harry e Ron) ma la più brava del terzetto è la deliziosa Emma Watson (Hermione). Di grande spessore i comprimari adulti. Qui si distingue Michael Gambon, che ha sostituito lo scomparso Richard Harris nel ruolo di Albus Silente e soprattutto Gary Oldman (Sirius Black). Come di consueto anche stavolta la Warner ha fatto le cose in grande realizzando una collector’s edition a doppio disco.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
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