
Nonostante l’avvertimento ricevuto da un elfo di nome Dobby, Harry Potter ritorna alla scuola di Hogwarts con il suo amico Ron. Qui le cose iniziano a prendere però una strana piega, e nessuno sa di preciso cosa stia accadendo. Una scritta, tracciata con il sangue su un muro, annuncia che la Camera dei Segreti è stata aperta. Il punto è che solo il discendente di Salazar Slytheryn è in grado di aprire questa stanza e tutti iniziano a sospettare di Harry…
Che il nome di Harry Potter contraddistingua ormai una macchina da soldi di proporzioni colossali, in grado di muovere smodate quantità di miliardi con una semplicità disarmante, non è più una sorpresa per nessuno. Che tutto questo abbia avuto origine con un racconto buttato giù per caso, in un piccolo appartamento di Edimburgo, da una donna che tirava la fine del mese grazie ai sussidi di disoccupazione, è cosa parimenti nota.
Quel che ancora stupisce, piuttosto, è come il fenomeno continui a crescere d’intensità con il progredire dei mesi: i libri continuano a stracciare record su record e già altri due sono in fase di programmazione. Ma, contrariamente a quanto era lecito supporre alla vigilia, questa seconda avventura dell’apprendista stregone interpretato da Daniel Radcliffe non solo ha saputo tener testa al discreto divertissement rappresentato dal primo film, ma è riuscita anche ad apparire per molti aspetti più convincente. L’esigenza fondamentale, evidentemente, era anche in questo caso quella di portare su schermo quanto più possibile del romanzo della Rowling (da qui la lunghezza del film, ancora una volta prossima più alle tre che alle canoniche due ore), ma per questo sequel si sono cercati di evitare i momenti ristagnanti presenti nella prima pellicola. Più vivace, ricca di sorprese e azione, la trama si sviluppa abilmente su temi classici quali il mistero e la scoperta. Ben dosata la miscela di sequenze girate dal vivo e in computer graphic, con le varie creature (eccezion fatta, forse, per alcuni uccelli) che appaiono terribilmente realistiche, e nel complesso molto buona la prova dei vari attori.
Da Coltrane al compianto Harris, da Rickman alla new entry Kenneth Branagh (Frankenstein, Wild wild west), che nei panni di Gilderoy Lockhart rappresenta la principale aggiunta, assieme all’elfo Dobby, rispetto al cast della pellicola originale. Una produzione, tirando le somme, capace non solo di mandare in visibilio i tanti appassionati (di tutte le età) del maghetto occhialuto, ma anche di animare la serata di chiunque non abbia mai provato un gran feeling per il personaggio, purché non disdegni un film fantastico ben confezionato.
Vi segnalo le bellissime musiche del Harry Potter and the Chamber of Secrets soundtrack!
ottimo film anche senon il miglior della saga che è il calice
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Come si fa a vedere il film? Hoo letto il libro ed e' molto bello
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