
A prima vista la vita dell’onorevole Bonfili sembra davvero essere un vero campionario di virtù. Il classico uomo tutto casa e chiesa insomma, almeno fin quando non si scopre il suo altarino: una tresca con una giovane soubrette…
Ritorno sugli schemi della gloriosa commedia all’italiana degli anni Sessanta. Pausa di riflessione per un cineasta solitamente ‘impegnato’ come D’Alatri. La scelta è libera. Aggiungiamo divertimento, frecciatine a certi malcostumi nazionali, duetto d’attori affiatatissimi. Et voilà, il piatto è servito… D’Alatri si concede una commedia di impianto piuttosto classico che… “castigat ridendo mores”. Che è poi la massima d’oro della nostra vecchia commedia all’italiana.
Commediasexi pullula di attricette pronte a tutto per avere successo. Di politici invischiati in storie che fanno rima con sesso. Di autisti ruffiani pronti a redimersi. Parterre d’interpreti di tutto rispetto. Fra tutti un Rubini che è sempre una sicurezza e un Bonolis che al suo primo impegno importante per il cinema si scatena in un’interpretazione che sembra uscita fuori da un film di Alberto Sordi (forse anche troppo).
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