L’inizio del film è emblematico: un inseguimento motorizzato a un tir nella notte illuminata a giorno di un highway urbana, immerge lo spettatore in un’esperienza da videogioco, un scarica di adrenalina pura che mette subito le carte in chiaro.
A metà strada tra Gioventù bruciata e Point Break (senza dimenticare Fuori in 60 secondi), Fast and Furious è una delle più adrenaliniche pellicole d’azione degli ultimi anni. Il film non è diverso dai ruggenti e feroci bolidi, che il regista Rob Cohen (Dragon: la storia di Bruce Lee, The Skulls), con i suoi primi piani, accarezza come se fossero il corpo di una ragazza. Veloce, cromato e freddo. Il regista punta quindi sulla spettacolarità e sull’impatto visivo sia degli attori che degli automezzi.
Proprio sulle auto è stato focalizzato il maggior sforzo produttivo; oltre ad aver realizzato quelle dei protagonisti (anche in più esemplari per le diverse necessità di ripresa), è stata avviata una catena via internet per invitare sul set i proprietari di queste muscle car appartenenti al mondo del drag racing, questo ha consentito di realizzare le sequenze dei raduni in cui possiamo ammirare centinaia di macchine modificate, alcune delle quali sono ormai oggetto di culto.
Molto convincente è anche l’accostamento musicale e la scelta del regista di utilizzare degli effetti quasi stroboscopici per enfatizzare le sequenze ad alta velocità: "Le auto – ha affermato il regista – sono un’espressione della creatività dei loro proprietari, che sono in sintonia con i loro motori. Mi sono chiesto come avremmo potuto drammatizzare questo elemento e, un giorno, ho avuto l’idea della macchina da presa che seguiva il braccio di Vin Diesel lungo la leva del cambio, l’albero motore, dentro il motore a iniezione, fino alla stessa esplosione del nos (protossido d’azoto), che dà alla macchina la sua spinta istantanea durante il drag racing, e poi fuori, attraverso il tubo di scappamento".
A parte la sapienza con cui sono girate e montate le scene d’azione, tra gli indiscutibili meriti del film ci sono anche alcune apprezzabili soluzioni narrative, come la rivelazione posticipata della vera identità di Brian e il mcguffin dell’auto dovuta da O’Connor a Toretto, inaspettatamente ceduta dal poliziotto al fuorilegge in fuga. Niente male per un film da Studio (Universal). Grande successo estivo negli Stati Uniti, Fast and furious è stato anche oggetto di polemiche piuttosto accese legate ad alcuni fenomeni di emulazione: la polizia ha, infatti, dovuto piantonare i cinema dove veniva proiettato e i luoghi dove sono state girate le scene più spettacolari, per evitare che i giovani si lanciassero in inseguimenti e corse illegali.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
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