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Pearl Harbor
Origine
Regia
Durata in minuti
178
Produzione
Buena Vista
Censura
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Pearl Harbor
Il giudizio di Film-Review

  • azione
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  • umorismo
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  • sentimento
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  • erotismo
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  • dramma
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Pearl Harbor
Siamo a oltre sessanta anni da quella fatidica domenica del dicembre 1941, giorno dell’attacco proditorio che impegnò la flotta aeronavale giapponese nella distruzione pressoché totale di quella americana, colta di sorpresa all’ancora nella rada di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, segnando l’ingresso degli Usa nella Seconda Guerra Mondiale.

Quarantacinque minuti del film sono riservati alla ricostruzione minuziosa di questo drammatico evento. Il resto è pura fantasia da cui scaturisce l’innesto di storie personali sentimentali più o meno credibili all’interno di impianti di racconto basati su noti avvenimenti storici. Le figure al centro della storia sono disegnate con una appena sufficiente approssimazione e anche la recitazione degli attori è simile a quella di tipo televisivo,delle produzioni seriali, e non è certo una qualità del film.





La trama vede tre giovani eroici americani, due uomini e una donna, impegnati nella ricerca di una soluzione possibile a un intreccio affettivo molto condizionato dagli eventi bellici. Rafe (Affleck) e Daniel (Hartnett), amici d’infanzia, prima travolti dagli eventi e dalle proprie passioni poi soldati nel combattere il nemico, amano la bella infermiera Evelyn (la graziosa ma poco espressiva Kate Beckinsale). Sarà il fato a decidere chi dei due potrà dividere il resto dei suoi giorni con la damigella.





Con Pearl Harbor una cinematografia sempre più attrezzata tecnologicamente si è impegnata a riportarci sul luogo della tragedia americana del secolo appena trascorso. Ricostruendone lo scenario attraverso i racconti dei superstiti e la visione delle immagini di repertorio dell’epoca, il film ha anche illustri predecessori sul grande schermo, opere diverse, opportunamente riproposte sul mercato home video e da rivedere per un confronto. Di Da qui all’eternità di Fred Zinnemann, Pearl Harbor non raggiunge l’intensità drammatica, mentre manca dell’accuratezza nella ricostruzione storica e soprattutto dell’equilibrio ideologico di Tora! Tora! Tora! dove il punto di vista del nemico era affidato alla regia giapponese di intere sequenze di film, e che qui è rappresentato da uno spezzone di due minuti aggiunto tra gli extra del Dvd. Nel film di Bay, californiano classe 1965, i giapponesi sono rappresentati a livello quasi macchiettistico, senza alcuna pretesa di aderenza storica o politica. Rimane l'esperienza delle bombe seguite in una drammatica soggettiva, che le accompagna giù giù fino all’interno delle navi o di quei civili che videro per primi l’arrivo a bassissima quota degli Zero e, ignari di quanto stava per avverarsi, salutavano allegramente i piloti giapponesi.





Del marchio Bay/Bruckeimer rimangono anche gli eroismi alla Armageddon, dispensati soprattutto nella missione finale su Tokio, effettuata da piloti volontari, che mette in scena la volontà di rivalsa propria del popolo americano, messo di fronte alla necessità di unirsi nello sforzo comune contro chiunque attenti alla sua sicurezza Questa caratteristica del film non ha spinto il pubblico americano verso le sale, mentre il Dvd ha battuto i record di vendita con 3,7 milioni di copie nei soli sette giorni che hanno seguito la sua pubblicazione negli Usa, avvenuta in tempi molto ridotti rispetto al ritiro dai cinema e complice l’attacco kamikaze alle Torri Gemelle del settembre 2001.

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DVD: Pearl Harbor
Immagine
Audio
Extra
  • Distribuzione: Buena Vista
  • Video: 2.35:1 A
  • Audio: Dolby Digital
  • Canali Audio: 5.1
  • Sottotitoli: Francese, Inglese, Italiano, Tedesco
  • Sottotitoli non udenti: Si
  • Extra: Documentario; Video musicale There you’ll be; Making of; Trailer vari
  • Sito: www.buenavista.it
La qualità generale è alta e rispetta in pieno i parametri di ottima nitidezza e grande profondità di campo peculiari della pellicola. Il bitrate variabile si caratterizza per un range esteso che va dai 3 agli 8 Mb/s; questo ha consentito un notevole risparmio di spazio sul disco e, contemporaneamente, ha garantito un flusso adeguato per le immagini più critiche da trasporre. La bella fotografia originale di John Schwartzman, abituale collaboratore di Bay, è rispettata, nei parametri del colore e soprattutto dei neri. Nel giudizio tecnico complessivo l’audio spinge a preferire la versione originale alla colonna italiana, segnata da qualche errore di mixing e una generale carenza nei bassi, soprattutto per quanto attiene al subwoofer. Un buon impianto 5.1 è sufficiente per apprezzare le differenze, mentre purtroppo chi è attrezzato con il DTS non potrà ascoltare il film in questo formato. L’esclusione di questa colonna rispetto all’edizione in regione 1 è un vero ‘attacco a sorpresa’ della Buena Vista, che ha puntato soprattutto al mercato casalingo per rifarsi degli scarsi risultati del botteghino cinematografico. Rispetto alle due edizioni diverse uscite negli Usa, si riscontrano pesanti mancanze tra gli extra, che, vista la durata del film, sono tutti raccolti in un secondo disco, la cui capienza non è però sfruttata appieno. Troviamo un godibile documentario di 45’ sul making of, mentre meno interessanti sono il citato spezzone di 2’ per la ‘par condicio’ con i giapponesi, il video di Faith Hill, il trailer del film.
Pearl Harbor
  • Video: 2.35:1/1080p
  • Audio: Lpcm 5.1 Ing; DTS 5.1 Ita, Ted; DD 5.1 Ita, Ing, Ted, Fra
  • Sito: www.buenavista.it
Questa edizione Blu-ray contiene la versione che uscì nelle sale cinematografiche, e non la successiva (Director’s cut) prodotta per il mercato dell’home video. Utilizzando la codifica Mpeg-2 e un discodoppio strato da 50 Gigabyte è stato realizzato un prodotto molto interessante e che certo supera le prestazioni del suo predecessore in Dvd. La visione regala momenti di grande fascino con ampio senso di profondità di campo, nei vari passaggi si può percepire una certa grana di fondo non certo legata a difetti nella codifica. Colori riproposti nell’originale veste stilistica, si riscontrano passaggi in eccesso su dominanti rosse e blu dove aumenta sensibilmente il rumore video. Anche in questo caso rimane il dubbio di avere di fronte più una scelta artistica del regista che non a caso vanta un passato di creativo in ambito videoclip musicali. Meno bene per il comparto audio dove la migliore traccia risulta la non compressa Lpcm 5.1 disponibile ahinoi solo in inglesementre il consiglio è quello di sfruttare a pieno la DTS 5.1 in italiano per favorire un incontro sonico e dinamico non indifferente. Meno efficace il Dolby Digital 5.1. Alcuni interessanti extra tutti sottotitolati: trailer di titoli Blu-ray Buena Vista, video musicale di Faith Hill There you’ll be, making of (50 minuti) e uno di 2 minuti, dimostrazione della tecnologia Blu-ray, trailer.

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