

















































































Quarantacinque minuti del film sono riservati alla ricostruzione minuziosa di questo drammatico evento. Il resto è pura fantasia da cui scaturisce l’innesto di storie personali sentimentali più o meno credibili all’interno di impianti di racconto basati su noti avvenimenti storici. Le figure al centro della storia sono disegnate con una appena sufficiente approssimazione e anche la recitazione degli attori è simile a quella di tipo televisivo,delle produzioni seriali, e non è certo una qualità del film.
La trama vede tre giovani eroici americani, due uomini e una donna, impegnati nella ricerca di una soluzione possibile a un intreccio affettivo molto condizionato dagli eventi bellici. Rafe (Affleck) e Daniel (Hartnett), amici d’infanzia, prima travolti dagli eventi e dalle proprie passioni poi soldati nel combattere il nemico, amano la bella infermiera Evelyn (la graziosa ma poco espressiva Kate Beckinsale). Sarà il fato a decidere chi dei due potrà dividere il resto dei suoi giorni con la damigella.
Con Pearl Harbor una cinematografia sempre più attrezzata tecnologicamente si è impegnata a riportarci sul luogo della tragedia americana del secolo appena trascorso. Ricostruendone lo scenario attraverso i racconti dei superstiti e la visione delle immagini di repertorio dell’epoca, il film ha anche illustri predecessori sul grande schermo, opere diverse, opportunamente riproposte sul mercato home video e da rivedere per un confronto. Di Da qui all’eternità di Fred Zinnemann, Pearl Harbor non raggiunge l’intensità drammatica, mentre manca dell’accuratezza nella ricostruzione storica e soprattutto dell’equilibrio ideologico di Tora! Tora! Tora! dove il punto di vista del nemico era affidato alla regia giapponese di intere sequenze di film, e che qui è rappresentato da uno spezzone di due minuti aggiunto tra gli extra del Dvd. Nel film di Bay, californiano classe 1965, i giapponesi sono rappresentati a livello quasi macchiettistico, senza alcuna pretesa di aderenza storica o politica. Rimane l'esperienza delle bombe seguite in una drammatica soggettiva, che le accompagna giù giù fino all’interno delle navi o di quei civili che videro per primi l’arrivo a bassissima quota degli Zero e, ignari di quanto stava per avverarsi, salutavano allegramente i piloti giapponesi.
Del marchio Bay/Bruckeimer rimangono anche gli eroismi alla Armageddon, dispensati soprattutto nella missione finale su Tokio, effettuata da piloti volontari, che mette in scena la volontà di rivalsa propria del popolo americano, messo di fronte alla necessità di unirsi nello sforzo comune contro chiunque attenti alla sua sicurezza Questa caratteristica del film non ha spinto il pubblico americano verso le sale, mentre il Dvd ha battuto i record di vendita con 3,7 milioni di copie nei soli sette giorni che hanno seguito la sua pubblicazione negli Usa, avvenuta in tempi molto ridotti rispetto al ritiro dai cinema e complice l’attacco kamikaze alle Torri Gemelle del settembre 2001.

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Regia: Nick Hamm
Con: Robert De Niro, Rebecca Romijn, Greg Kinnear