
Come una fenice dalle ceneri, la telecineta Jean Grey torna in vita totalmente priva della sua razionalità. E questo non è l’unico problema che gli X-men devono fronteggiare. Scienziati governativi hanno infatti ideato una cura per sopprimere il gene mutante e stanno valutando di somministrarla con la forza. Perché oltre ai mutanti decisi a usare i propri poteri per il bene dell’Umanità, altri hanno intenzione di sottometterla per diventare la specie dominante del pianeta. Per l’esattezza, la Confraternita dei mutanti malvagi guidata dal sedicente conquistatore Magneto.
Quando Bryan Singer affermò di volersi dedicare a Superman returns prima di iniziare la lavorazione del terzo capitolo di X-men, la produzione si rese conto di essere a un bivio, perché il film doveva assolutamente uscire nel 2006 come promesso. La ricerca del suo sostituto fu così spasmodica e, dopo il forfait di Matthew “The pusher” Vaughn, la scelta ricadde su Brett Ratner (Red Dragon, Rush hour), grande amico di Singer e tra i possibili candidati per dirigere il primissimo X-men del 2000. Ratner, checché ne dica certa critica snob, riesce qui nel miracolo concludendo degnamente la trilogia a suo modo: innanzitutto decide di accontentare i fan con grosse citazioni ai fumetti (praticamente assenti nei film di Singer), poi ci offre una memorabile battaglia e una splendida risoluzione della trama di Jean Grey/Fenice Nera. D’altro canto, mancando del sottile minimalismo di Singer, il regista finisce per essere molto lineare nella trama e nella caratterizzazione dei (forse troppi) personaggi, le cui peculiarità diventano a quel punto soltanto i poteri. Ma questo era un errore nel quale Singer era comunque caduto nel primo capitolo, in pratica concentrato solo su Rogue, Wolverine e Magneto, perciò rimane un peccato veniale e di certo non sufficiente a inficiare l’opera, che ha molti bei momenti come la scena nella Stanza del pericolo.
26 marzo 2009Non ci sono commenti.
dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
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