Sergio ha un carattere introverso. Per sciogliersi, chiede aiuto alla collega Nadia e le dà appuntamento davanti alla casa di un cliente. Ma la ragazza non si presenta
all’incontro e lascia Sergio in balia di Manuel Fantoni, dongiovanni di mezz’età che lo stordisce con inverosimili racconti. Quando questi viene portato via dalla polizia,
Sergio non resiste alla tentazione di prenderne il posto e, all’arrivo di Nadia...
Nel 1982, Borotalco segna un radicale cambio di rotta nella carriera di Carlo Verdone. Comico e caratterista di formazione televisiva, l’attore/regista aveva appena realizzato due commedie di grande successo – Bianco rosso e verdone (1979) e Un sacco bello (1981) – pescando dal carosello di caricature collaudato nel varietà Non stop (1979) di Rai Uno. Spinto dal bisogno di reinventarsi, quindi, decide di concentrarsi su un unico personaggio e d’indirizzare la sua attitudine al trasformismo verso
nuove formule: un uomo, due identità; prima Sergio l’imbranato, poi Manuel il libertino. È il profondo legame artistico con Alberto Sordi a ispirarlo e Verdone, che ricorda come il maestro traesse spunto dal suo tempo, si rivela d’un tratto un interprete maturo e versatile. Centra in pieno lo spirito nascente degli anni 80, il desiderio che la sua generazione nutre di alienarsi dalla vita quotidiana, la sua ossessione per la popolarità. Il timore, in sintesi, di non potersi affermare come status symbol. Verdone afferma di amare questo film più di qualunque altro, per aver aperto la strada a un modo di fare satira che, da quel momento in poi, avrebbe definito il suo stile.
Tre versioni per un soggetto costato circa un anno di lavoro, dimostrano quanto Verdone tenesse a curarne ogni minimo dettaglio. Scelse per sé un ruolo divertente ma realistico, così diverso dalle caricature precedenti da consentire al pubblico d’immedesimarsi nella sua condizione. Si curò in seguito di affiancarsi una galleria di personaggi ridicoli e farseschi, alcuni dei quali capaci persino di oscurare la fama del protagonista. Manuel Fantoni, il sedicente playboy interpretato da Angelo Infanti; Augusto, il padre della fidanzata che ha il volto e la sgarbatezza di Mario Brega; Valeria (Isabella Gallinelli), l’indiscreta coinquilina di Nadia; Marcello, l’amico che sogna Broadway e l’America, tra i migliori personaggi nel curriculum di Christian De Sica. Insieme, disegnano intorno a Verdone il quadro spensierato di un’epoca, delle sue manie e dei suoi contrasti, tutti all’apice delle loro potenzialità. Forse per questo, a 25 anni di distanza, Eleonora Giorgi ha confidato di vedere in Nadia la parte che ancora oggi rappresenta al meglio la sua versatilità artistica.
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