
Wolverine è uno dei personaggi più misteriosi di casa Marvel. Il film lo presenta bambino, nel momento in cui si scopre addosso gli artigli di osso, e lo recupera adulto, impegnato a tenere a bada la sua parte animale per vivere onestamente al fianco dell'amata Kayla. Un sogno impossibile che verrà riconvertito in incubo all'adamantio dal generale Stryker.
Prima di entrare a far parte stabilmente del gruppo mutante degli X-Men, Wolverine si innamora perdutamente della bella Volpe d’Argento. Ma il destino gli riserva una brutta sorpresa. La giovane viene infatti uccisa in circostanze misteriose da un terribile assassino che chiamano Sabretooth. A questo punto il desiderio di vendicarsi diventa più forte di qualsiasi altra cosa e Wolverine entra a fare parte di un misterioso gruppo, chiamato Arma X...
Wolverine non è semplicemente uno dei tanti personaggi fumettistici ripescati ultimamente dal cinema. Wolverine è un vero mito e in assoluto uno dei fumetti della Marvel più amati di tutti i tempi. Per raccontarne bene la storia ci si dovrebbe scrivere un libro, tanti sono i fatti e le persone che si sono avvicendate attraverso gli anni nella complessa gestazione del personaggio. Diciamo soltanto che la sua prima apparizione fu in un albo di Hulk datato 1974. Da quel momento in poi gli affezionati dell’universo Marvel non ne hanno più potuto fare a meno.
Segni particolari? Agilità a dir poco felina, sensi super sviluppati e lunghi artigli che sono il suo vero marchio di fabbrica. Poi è arrivato anche il cinema. Raccontandoci prima di tutto di un Wolverine affiancato dai suoi compagni nella recente trilogia dedicata agli X-men, e poi finalmente, in quest’ultimo film che i fan del genere stanno aspettando come manna dal cielo, di un Wolverine agli albori. Il film di Gavin Hood declina il personaggio al passato. In altre parole, lo ri/scopre interamente come prima non era mai accaduto. Insomma qui si fa luce sugli aspetti più misteriosi e oscuri delle sue origini e sulla nascita delle sue potenzialità mutanti. Lo spettacolo non manca. Gavin Hood (regista premio Oscar per Il suo nome è Tsotsi) gestisce il racconto piuttosto bene, si destreggia con una certa disinvoltura fra effetti sbalorditivi, e dirige al meglio uno strepitoso Hugh Jackman, perfetto per incarnare tutta l’ambiguità e la potenza del personaggio.
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dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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