
Il massacro di una famiglia di agricoltori della provincia statunitense calamita l’attenzione di Truman Capote, intellettuale colto e vanesio oltre che scrittore di successo. Accompagnato da un’amica, anch’essa affermata nel mondo letterario, Capote si trasferisce sui luoghi della tragedia e segue le indagini con una partecipazione sempre più ossessiva.
Se si è trattato di un’operazione pianificata a tavolino, non sembra si sia rivelata particolarmente fruttuosa. Infamous: Una pessima reputazione, infatti, si è trovato a dover fare i conti con una delle poche evenienze negative in cui può incappare un film convincente al debutto. Quella di uscire nelle sale a poco tempo di distanza da un’altra pellicola, incentrata sullo stesso soggetto e, se possibile, ancora più bella. Ci si riferisce a Truman Capote: A sangue freddo, lungometraggio premiato con l’Oscar per la migliore interpretazione maschile di Philip Seymour Hoffman. Premesso questo, l’opera di Douglas McGrath si rivela un prezioso strumento di conoscenza di quel personaggio eccentrico quale era Truman Capote. L’opera si concentra sulle fasi di indagine dell’autore, stella luminosa dei salotti più altolocati di Manhattan in trasferta nelle campagne americane per conoscere i dettagli di una efferata strage. Toby Jones offre una prova superlativa nella parte non certo agevole di Capote e intorno a lui si muovono, in ruoli più o meno centrali, interpreti ben noti al grande pubblico come Sandra Bullock, Daniel Craig e Gwyneth Paltrow.
24 agosto 2009Non ci sono commenti.
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