
Rocky Giraldi, figlio del famoso poliziotto Nico, opera come agente in borghese a Roma. Quando un ladro di sua conoscenza viene ucciso, Rocky inizia a indagare e scopre un grosso traffico di droga gestito da uomini molto in vista nella capitale…
Sgombriamo subito il campo da un malinteso in cui sono incappati molti. Il ritorno del Monnezza non è un remake, né tantomeno un sequel. Più che altro, si tratta di un ritorno alle atmosfere di un cinema popolare che oggi in Italia non esiste più e che i Vanzina riesumano con uno sguardo affettuoso e partecipe. Il loro è in fondo un esplicito omaggio al mitico personaggio di Monnezza (portato al successo negli anni Settanta da Tomas Milian) e al tempo stesso una rivisitazione in chiave nostalgica e – perché no – naif di tutto ciò di cui quel cinema si nutriva: schematizzazioni ingenue, caratterizzazione ruspante di protagonisti e comprimari, squarci veritieri della vita cittadina. I Vanzina giocano decisamente in casa puntando tutto sull’immediatezza della costruzione narrativa, sulla vis comica di un ispirato Enzo Salvi (qui nella parte del figlio di Bombolo) e sulla presenza di Claudio Amendola che non rifà Milian, ma che rielabora a modo suo il personaggio, colorandolo con accenti e forme nuove.
13 ottobre 2009Non ci sono commenti.
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