






















































































Bruno Michelucci è un uomo infelice, un professore di letteratura disilluso che fa uso di droghe ed è sostanzialmente incapace di apprezzare le cose belle della vita. Chiamato a dare l'ultimo saluto alla madre, malata terminale, Bruno comincia un lungo viaggio a ritroso nel tempo. Tutto ha inizio nell'estate del 1971, quando sua madre, la vitale, bellissima e un po' svampita Anna, viene inaspettatamente nominata "mamma più bella" in uno degli stabilimenti balneari più famosi di Livorno. Le conseguenze di questa elezione saranno devastanti, e spingeranno il marito di Anna a cacciarla di casa, obbligandola a vivere con i figli in una situazione di continua precarietà. Eppure, nonostante le tante vicissitudini, le invidie della gente e le maldicenze, la donna non perderà mai la sua irrefrenabile voglia di vivere. Bruno, dal suo canto, finirà invece per staccarsi da questa famiglia così vagabonda per andare a vivere da solo. Oggi, a quarant'anni di distanza, Anna è ancora capace di affascinare chi la circonda, in questo caso i medici e gli altri pazienti dell'ospedale in cui è ricoverata. E Bruno, tornato controvoglia alla sua città natale, verrà spinto, sull'onda dei dolorosi ricordi, a una commovente riconciliazione.
Con questo film, Virzì si conferma uno dei migliori registi italiani, capace di ridare linfa alla commedia all'italiana, quella vera. Quella, insomma, fatta di emozioni, personaggi "normali" e storie semplici, in perenne bilico tra malinconia e ironia. Lo coadiuva un cast eccellente, su cui svetta un Valerio Mastandrea davvero magistrale. Lontano dallo stile delle sue interpretazioni passate, sfoggia un'espressività invidiabile, dando vita a un Bruno perfetto nella sua bolsa e strascicata depressione. Semplicemente splendida Stefania Sandrelli, che interpreta l'Anna dei nostri giorni, e altrettanto bella e brava Micaela Ramazzotti, che è la madre di Bruno da giovane. Da lodare anche l'interpretazione, per certi versi sorprendente, di Claudia Pandolfi (è Valeria, la sorella di Bruno, colei che lo spinge a tornare a casa).
La prima cosa bella è la dimostrazione che in Italia è possibile fare ottimo cinema, affidandosi ad attori capaci e registi come Virzì, in grado di fare proprio un patrimonio inestimabile come quello della commedia all'italiana, riproponendolo in chiave moderna e con una propria e chiara visione del cinema. Un film che commuove senza pesantezze e sentimentalismi, con una storia semplice e complessa come può esserlo la vita di ciascuno di noi. Da non perdere.

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