


















Quando Bingham incontra quella che sembra a tutti gli effetti la sua donna perfetta, e proprio quando è a un passo dall'ottenere l'agognato "superpremio" dalla sua compagnia aerea, una giovane collega gli rivela di aver trovato un sistema con cui potrebbe svolgere il suo lavoro direttamente da casa, senza spendere tutti quei soldi in viaggi. La sua vita perfetta rischia perciò di incrinarsi definitivamente.
Jason Reitman si conferma un regista capace di dare vita a personaggi che lasciano il segno, e il Bingham di Clooney (davvero eccellente la sua interpretazione) non fa eccezione. Cinico, spietato nel suo lavoro, non è certo un eroe positivo, eppure la naturalezza con cui si muove, sempre sul confine della morale, finiscono per rendercelo simpatico. Complici un'ottima sceneggiatura e i dialoghi sempre taglienti e "realistici", capaci di trasmettere tutta la complessità dei rapporti umani, la prima parte di Tra le nuvole è sostanzialmente perfetta. Reitman riesce a rendere con efficacia l'asettica freddezza dello stile di vita di Bingham, e a trasmettere un senso di rassegnato e riflessivo pessimismo. E la maschera gigionesca di Clooney diventa un po' lo specchio di un'America che cerca di nascondere le cicatrici create dalla crisi economica.
Purtroppo, quando la vita del protagonista rischia di deragliare, anche il film di Reitman prende una piega inattesa, mettendo in atto alcuni cambi di registro che lo fanno avvicinare un po' troppo a una "normale" commedia, e sacrificando, sull'altare di un inatteso buonismo, il tono riflessivo ma leggero della prima parte. Il finale "a sorpresa" recupera parte del cinismo originale, ma allo stesso tempo sembra un po' troppo forzato. Il risultato è un film per certi versi "ibrido" e non riuscito del tutto, ma che va visto, anche soltanto per ammirare l'interpretazione di Clooney, che più di uno ha paragonato al Cary Grant dei tempi d'oro.

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Regia: Ryuhei Kitamura
Con: Tak Sakaguchi, Hideo Sakaki, Chieko Misaka, Kenji Matsuda