


David fa conoscere alla ragazza un tipo di vita a lei del tutto sconosciuto, abituata com'è al grigiore e la noia della periferia londinese, una vita fatta di jazz club, aste di opere d'arte, viaggi a Parigi. All'improvviso l'università sembra non essere più così importante. Ma Jenny ancora non sa che ci sono tante cose che David non le ha detto.
Nick Hornby si mette alla prova per la prima volta come sceneggiatore, adattando un breve memoriale della giornalista inglese Lynn Barber. Alla regia troviamo invece la danese Lone Scherfig, che pone davvero una grande attenzione alla ricostruzione culturale del periodo storico in cui si svolge la vicenda. La colonna sonora è stata probabilmente scelta dallo stesso Hornby, da appassionato di musica quale è. Il risultato è un film dagli ingredienti ricchi e gustosi, che fila spedito nella prima parte per poi rallentare verso la fine.
Mentre Jenny cambia rapidamente look, sotto lo sguardo soddisfatto di David e del pubblico, così si modifica la nostra opinione su David, e con noi quella di Jenny. E la cosa lascia dietro di sè un senso di dispiacere, e al contempo di curiosità. Questo tipo di dinamica è uno dei punti forti del film, soprattutto perché gli sceneggiatori hanno avuto la brillante idea di non fare di Jenny una vittima in senso assoluto, e allo stesso tempo non hanno voluto risparmiare al "perfido seduttore" una bella dose di sofferenza, quasi lui stesso si illuda, con Jenny e con noi.
I due protagonisti, Carey Mulligan e Peter Sarsgaard sono perfetti nella loro imperfezione. Lei bravissima a raccontare con lo sguardo prima la voglia di Jenny di anticipare il proprio futuro, e poi il rimpianto per averlo forse bruciato troppo in fretta. Lui impeccabile e un po' artista, con un fisico da giovanottone in leggero declino. Entrambi sono fuori sincrono con il loro tempo, quasi personaggi da “prima della rivoluzione”, proprio come la periferia inglese prima che la rivoluzione culturale della Swinging London irrompesse sulla scena. Fino a un certo punto, il respiro del film è ampissimo: tutto può accadere. Poi d'un tratto le porte si chiudono, si torna a casa. An education non è il romanzo di formazione che qualcuno si aspettava, ma un piccolo stralcio di vita raccontanto con stile. E a noi va bene così.

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Regia: Christophe Gans
Con: Radha Mitchell, Laurie Holden, Sean Bean, Deborah Karah Hunger, Kim Coates, Tanya Allen























