Amabili resti
Durata in minuti
139
Censura
Per tutti
Clicca le stelle per votare!
Altri film di
Peter Jackson
Avventura
Creature del cielo
Drammatico
Meet the Feebles
Animazione
King Kong
Azione
Altri film con
Susan Sarandon
Elizabethtown
Commedia
Alfie
Commedia
Commedia
Drammatico
Speed Racer
Azione
Voglia di ricominciare
Drammatico
Nella valle di Elah
Drammatico
L'olio di Lorenzo
Drammatico
Atlantic city
Sentimentale
Un detective... particolare
Commedia
Thriller
The Rocky horror picture show
Horror
Bernard & Doris
Biografico
Prima pagina
Commedia
Pretty Baby
Drammatico
Romance & Cigarettes
Musical
Amabili resti
Il giudizio di Film-Review
Amabili resti
Dal 12 febbraio 2010
Norristown, Pennsylvania, la più classica delle cittadine di provincia americane. Qui, tra campi di grano e villette tutte uguali, vive la famiglia Salmon. Susan, la figlia più grande, è un'adolescente come tante altre, appassionata di fotografia e alle prese con i primi innamoramenti.

Il 6 dicembre del 1973, proprio dopo essere stata al primo appuntamento con il suo ragazzo, Ray, la giovane viene avvicinata dal signor Harvey, il loro vicino di casa. Questi è, almeno all'apparenza, un ometto pacifico, con la passione per le case di bambola. Una volta in casa, però, Harvey attira Susan in uno scantinato e la uccide brutalmente dopo averla violentata. L'anima di Susie resta intrappolata in una specie di Limbo, dal quale è capace di osservare e provare quanto accade alla sua famiglia e al suo assassino, che si appresta a colpire di nuovo.

Adattare per il cinema il romanzo di Alice Sebold, narrato in prima persona dalla stessa Susie e perennemente sospeso tra sogno e realtà, tra dramma e thriller, non era certo un'impresa facile. E Peter Jackson, pur dimostrandosi ancora più eclettico del previsto, stavolta non è riuscito a pieno nella missione. Amabili Resti è un film che pecca innanzitutto di eccessiva prolissità, ed “esplode†in un numero eccessivo di piste narrative. Partito dallo splatter d'autore (Bad Taste, Splatters), capace di cimentarsi con le suggestioni inquietanti di Creature del cielo (da cui Amabili Resti mutua alcuni stralci di immaginario), e sopravvissuto all'elefantiaca trilogia de Il Signore degli Anelli, Jackson sembra aver perso, almeno in parte, la capacità di dare coesione alle proprie storie (già King Kong conteneva quasi tre film diversi al suo interno, tutto sommato).

In Amabili Resti, sparita per ovvi motivi la voce narrante, il flusso di coscienza di Susan si scompone in una serie di storie e soggetti diversi. Il percorso interiore della protagonista, la sua crescita personale nonostante la morte (che è uno dei maggiori pregi del romanzo), ne viene per forza di cosa indebolito. Ne risulta un tipo di narrazione frammentaria, che cerca di fare in modo che ciascun personaggio abbia il suo momento di gloria o picco emotivo (la depressione della madre Rachel Weisz, il padre Mark Wahlberg che cade inesorabilmente nella paranoia, la comicità della nonna Susan Sarandon, la possessione dei compagni di scuola), ma allo stesso tempo non è capace di donare loro la necessaria profondità psicologica. E in questo modo il primo a soffrirne è il coinvolgimento emotivo dello spettatore. Il ricorso a qualche stereotipo di troppo, inoltre, dalla rappresentazione visiva del limbo in cui è prigioniera Susan alle più classiche metafore di tipo psicanalitico, finiscono per appesantire il senso di un doloroso ma inevitabile percorso collettivo, che conduca ad elaborare, e infine accettare, un lutto tanto terribile.

Dal punto di vista tecnico, però, il film è sostanzialmente inattaccabile. Costumi, scenografie, fotografia ed effetti speciali sono tutti ottimi. Così come di alto livello è la performance del cast nella sua interezza. Su tutti vanno segnalate però le interpretazioni della giovanissima Saoirse Ronan, brava e molto fedele al personaggio, di Susan Sarandon, perfetta nel ruolo della nonna alcolizzata (ma anche l'unica davvero capace di affrontare la perdita subita), ma soprattutto quella di Stanley Tucci. Il suo Signor Harvey è tra i personaggi quello maggiormente capace di suscitare emozioni, con quegli occhi di ghiaccio sotto la cui superficie si intravedono abissi di follia, e che ricordano un po' il Norman Bates di Psycho. Un Oscar, nel suo caso, non sarebbe affatto immeritato.

Segnala questo articolo a:                                  

USER*
Copia Codice* Immagine registrazione

Non ci sono commenti

ARTICOLI CORRELATI

E' da poco arrivato nelle librerie l'ultimo romanzo di Stephen King...
4 ottobre: la Sarandon fa 63
Susan Sarandon, la bambolina sexy del musical rock più famoso del...
Peter Jackson aveva un debito con il sudafricano Neill Blomkamp,...
È decisamente il suo momento: a soli quindici anni l'irlandesina...
Oscar, vincitori e vinti: registi e film
C’è stato il rischio di vedere Martin Scorsese dismettere i...

FILM-GRATIS

Il predatore - Arachnid

Regia: Jack Sholder
Con: Chris Potter, Alex Reid

TROVA FILM

Titolo
Genere
Regista
Attore
Altro
Weekend del 06/03/2010
€ 8.155.336
€ 1.935.291
Invictus - L'Invincibile
€ 1.396.274
€ 793.848
Codice Genesi
€ 622.854
€ 343.370
€ 220.929
Weekend del 06/03/2010
€ 116.300.000
€ 13.500.000
€ 13.300.000
Poliziotti Fuori
€ 9.145.000
€ 7.700.000
The Crazies
€ 7.016.000
€ 3.350.000
Dear John
€ 2.850.000