














Il malvagio mago Geronimo, dal suo canto, è intenzionato a fare di tutto per entrare in possesso del prezioso Libro degli Incantesimi. Secondo i suoi perfidi piani, infatti, il libro è indispensabile per la realizzazione della Macchina per il Dominio del Mondo. Per impedirgli di raggiungere il suo scopo, Teodolinda spedisce il draghetto Ettore alla ricerca della nuova strega, e l'animaletto verde finisce per imbattersi in Martina, una bambina normalissima ma piena di potenziale per la magia. La piccola, però, dovrà sottoporsi a prove molto dure prima di dimostrare di essere degna.
Maga Martina e il libro magico del draghetto è la prima produzione tedesca marcata Disney, e nasce da una fortunatissima serie di libri per ragazzi di Knister. Il film, comunque, non segue alla lettera le vicende dei romanzi, ma se ne discosta dando vita a una storia quasi completamente inedita. Il target della pellicola, manco a dirlo, è il pubblico più giovane, a cui si rivolge direttamente inserendo continue spiegazioni e ripetizioni. Un po' come un Harry Potter vietato ai maggiori di 10 anni, insomma. La piccola Martina, va detto, non si prende certo sul serio come Harry, Hermione e compagni, affrontando questa incredibile avventura come se si trattasse di una vacanza estiva. E il film rispecchia proprio questa sua indole spensierata, inanellando una serie di situazioni briose e leggere, tra aule allagate, case stregate e folli corse in bicicletta. Anche il cattivo di turno, Geronimo, non riesce a incutere poi tanto timore. È il classico mago malvagio da cartone animato, un buffone da circo che strizza l'occhio al “cinema dei grandi” con il suo esercito di zombie. Questi adulti ipnotizzati attraverso la tv e ridotti a morti viventi, con le loro divise grigie tutte uguali, sono probabilmente l'unico aspetto vagamente inquietante del film, che per il resto fila via leggero e divertente.
Maga Martina e il libro magico del draghetto riporta alla memoria le vecchie fiabe Disney di una volta, anche in virtù dell'utilizzo di personaggi animati e attori in carne ed ossa. Gli effetti speciali, in effetti, sono usati con gusto e senza strafare. La differenza principale con quei film è però legata alla natura dei protagonisti. Un tempo si puntava su bambini sfortunati, magari orfani, mentre oggi si fa di tutto per sottolineare la “normalità” dei personaggi, per favorire l'immedesimazione dei piccoli spettatori. E se gli adulti del film, Teodolinda e Geronimo, sono personaggi prevedibilmente bidimensionali e scontati, la piccola eroina, grazie all'interpretazione della brava Alina Freund, risulta spontanea e semplicemente adorabile. Nota di demerito, invece, per il doppiaggio del draghetto Ettore, a cui è stato appioppato l'inevitabile accento meridionale. Le avventure di Martina, riassumendo, filano via senza annoiare, nonostante il ritmo non esattamente scoppiettante e la trama a misura di età prescolare.

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Regia: Nick Hamm
Con: Robert De Niro, Rebecca Romijn, Greg Kinnear