
Due giovani insoddisfatti della vita trascorsa nella periferia bolognese, ai margini dei rivolgimenti politici e sociali che percorrono la loro città negli anni 70, iniziano a scavare un tunnel per preparare una rapina in banca. Le vicende di questi improvvisati criminali si intrecciano con quelle di un gruppo di militanti della sinistra più estremista, che fanno da colonna sonora al loro lavoro sotterraneo attraverso le frequenze di Radio Alice.
Per alcuni sarà un tuffo nel passato, come ricordare un pagina di storia che, nonostante gli anni e i tentativi di rimozione forzata, continua a riemergere nelle cronache quotidiane. Molti accompagneranno il susseguirsi delle scene con lo sguardo sdegnato, altrettanti con il sorriso sulle labbra. In ogni caso il film di Guido Chiesa non può che suscitare emozioni, forse di segno opposto, ma comunque capaci di accendere gli animi.
Lavorare con lentezza non si pone certo come una pellicola intrisa di ideologia, ma si nutre al tempo stesso di idee; pensieri a volte urlati, a volte sussurrati nelle ore notturne dalle frequenze di Radio Alice. Il regista si ripropone di offrire la sua opera “a tutti e a tutte” e lo fa mostrando la prospettiva della gente comune, ostinata nel suo disinteresse, quella dei tutori dell’ordine e della stampa benpensante, appiattiti nel definire il movimento un manipolo di “casinisti sfaticati”.
Emerge poi, soprattutto, il ritratto di questi giovani e della loro radio, di quelle convinzioni sempre sulla linea di confine tra realtà e utopia che non avranno forse trasformato il mondo, ma hanno permesso a molti di esprimere, di coltivare un sogno.
Non ci sono commenti.
dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
Aggiungi un commento