






Sappiamo tutti come andrà a finire, dal primo momento in cui mettiamo piede al cinema. Laureata in giurisprudenza, a un passo dal matrimonio con un ottimo partito, un giovane avvocato che lavora nello studio del padre, Anna è in sostanza l'antitesi di Matteo. I due, infatti, non fanno che litigare dal primo momento in cui si conoscono. E ovviamente finiranno per innamorarsi.
Trasposizione cinematografica di “InterRail”, spettacolo teatrale di Massimiliano Bruno, Tutto l'amore del mondo è una pellicola in cui tutto procede secondo il manuale della commedia sentimentale. Matteo e Anna si respingono, poi si attirano, combattuti tra le due sensazioni. Quando l'attrazione sembra avere finalmente la meglio, arriva puntuale il momento di crisi apparentemente insuperabile, che porterà infine alla rimozione degli ostacoli e alla vittoria dei sentimenti. Il prossimo, inevitabile, passo sarà ovviamente l'altare. Il regista Riccardo Grandi, al debutto cinematografico dopo la formazione come regista di spot pubblicitari e video musicali, confeziona un film privo di grossi difetti, ma altrettanto privo di guizzi, con una sceneggiatura che suddivide l'evoluzione della storia in scene autoconclusive, fino all'epilogo risolutivo e prevedibile. Senza infamia e senza lode, ma gli appassionati di film romantici, e le fan di Vaporidis, apprezzeranno comunque.

Un film inutile, che non dice nulla, che non lascia niente, non fa riflettere, non fa pensare, non emoziona, ma questa purtroppo non è una sorpresa. Una delle tante schifezze di film made in Italy, dove se nel titolo non c'è la parola ''amore'' , ''bacio'', la gente anzi la ragazzine di 12 anni, cresciute a pane e mariaDeFilippi, non lo va a vedere.......... che tristezza, non se ne può più...... IL CINEMA ITALIANO STA MORENDO !