
Melodramma storico, biopic in costume, The Last Station si avvale, oltre che di un soggetto e di una sceneggiatura solidi e ben strutturati, soprattutto di un cast d’eccellenza. L'intenso Christopher Plummer nei panni dell'emblematico scrittore Tolstoj; il premio Oscar Helen Mirren (The Queen) conferma la sua bravura ‘regale’ nel difficile ruolo della contessa Sofya, una donna isterica, vezzosa e chiassosa, ma che è impossibile non amare; James McAvoy è un convincente Chertkov, giovanotto ingenuo e sentimentale; il caratterista Paul Giamatti è finalmente un irriducibile cattivo. Una coralità perfetta, vero punto di forza del film, che riesce ad esprimere pienamente l'amarezza che accompagnò l'ultimo anno della vita dello scrittore, calibrandola con un umorismo intelligente e sottile. A conferma di ciò Helen Mirren ha vinto il Marc'Aurelio D'argento come Migliore Attrice alla IV Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma (2009) e sia lei che Christopher Plummer sono stati candidati ai Golden Globe e agli Oscar 2010. Michael Hoffman centra bene il suo obiettivo, mostra un aspetto nascosto di un personaggio pubblico in maniera avvincente e convincente, con un ritmo adeguato, un’ambientazione storica impeccabile, la regia garbata e la carica commovente e insieme divertente che lo contraddistinguono.
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