
Quando sembra ormai arrivato vicino al grande salto sociale Fabio, abile venditore di polizze assicurative, si ritrova a convivere con lo spettro del licenziamento. Dopo aver appreso che il nuovo proprietario della sua compagnia, un miliardario privo di scrupoli e di cervello, si trova in vacanza a Sharm el Sheikh, Fabio decide di partire con la sua famiglia alla volta dell’Egitto per guadagnarsi la riconferma nel lavoro.
Pochi giorni fa, in apertura della sessantasettesima edizione della Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, una nutrita pattuglia di autori comici italiani, guidati da Carlo Verdone, è stata celebrata per il lavoro svolto sui set nell’arco di decenni, a parziale ricompensa di un lunghissimo ostracismo dai luoghi nobili del cinema, anche e soprattutto nazionale. Si è trattato di un giusto riconoscimento per un gruppo di artisti e per un genere, quale è quello della commedia leggera, capace non soltanto di far faville al botteghino, ma pure di raccontare la società in maniera più autentica e profonda di tante altre pellicole ‘altolocate’, quasi sempre destinate alla ridotta dei sedicenti esperti.
A distanza di una settimana arriva però nelle sale Sharm el Sheikh, che dovrebbe ricollegarsi proprio a questo fortunato filone ma che, in verità, sembra fatto apposta per ricordare quali siano i vizi di tante opere di puro intrattenimento realizzate alle nostre latitudini. Il regista Ugo Fabrizio Giordano, collaboratore di Ermanno Olmi in un passato non troppo lontano, poi transitato alla direzione di pubblicità, film TV e di sala (è arrivato alla sua settima fatica su grande schermo), ha cercato di bruciare sul tempo le avventure natalizie di Christian De Sica e Neri Parenti, riprendendone la formula con qualche variante. Il regista, di cui peraltro si segnalano precedenti specifici nel 2005, quando firmò Troppo belli, con Costantino Vitagliano e Daniele Interrante, personaggi televisivi noti nell’ambiente di tronisti e corteggiatrici, ha scelto una località amena, affollandola di volti noti e ragazze affascinanti, per catturare la curiosità degli spettatori da poco rientrati dalle ferie estive.
Non manca un richiamo ai temi forti, come quello della perdita del lavoro, ma accennare ai problemi sociali sotto il sole cocente di una patinata meta turistica dell’Egitto sembra una pretesa eccessiva, anche laddove si voglia pensare a una scelta volutamente paradossale. Sharm el Sheikh si presenta piuttosto come un allegro frullatore di scorci suggestivi, balli sfrenati, equivoci, luoghi comuni, scherzi e umorismo da caserma, senza dimenticare gli sguardi ammiccanti e i vestiti succinti di attrici e comparse di indubbio fascino. In questo variegato materiale, che si accumula scena dopo scena, spiccano i personaggi centrali della vicenda, interpretati da Enrico Brignano e Giorgio Panariello, con il supporto di Maurizio Casagrande, a lungo esponente della scuderia di Vincenzo Salemme. Sul lato femminile del cast si segnala Laura Torrisi, una moglie bellissima nell’omonimo lungometraggio di Leonardo Pieraccioni, poi diventata la sua compagna nella vita reale, e Michela Quattrociocche, la Niki di Scusa ma ti chiamo amore e del suo seguito Scusa ma ti voglio sposare, vista inoltre in Natale a Beverly Hills, per restare in argomento.
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Anno: 2012
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