
Se accade un incidente terribile in un parco giochi e una bambina rimane uccisa nel labirinto degli spettri, la fine della storia dovrebbe essere che la bambina non c’è più e rimangono solo il lutto per la tragedia avvenuta e il vuoto della sua assenza nel cuore dei suoi cari. Non sempre, però, è così. A volte i morti ritornano, anche dieci anni dopo, e un ventenne tornato dopo qualche anno di lontananza nella sua città natale si accorgerà ben presto di non essere di fatto l’unico a essere appena tornato.
La domanda è: quando un morto ritorna, è sensato accoglierlo con gioia o la morte ha causato in lui delle trasformazioni tali che lo hanno reso per sempre diverso da quello che era un tempo? Strani avvenimenti e strane apparizioni faranno ben presto capire al ragazzo e al gruppo di amici che erano presenti alla morte della compagna di giochi d’infanzia che quest’ultima non è tranquilla e vuole qualcosa da loro. Così il gruppo si riunisce e trova il coraggio di tornare dentro al labirinto dove ricordi dolorosi e presenze oscure accompagnano il cammino verso la verità. Cosa accadde veramente quel giorno?
Il regista giapponese Takashi Shimizu è diventato famoso in occidente per il suo Ju-on, uno dei J-horror capostipiti del filone insieme a The Ring (di cui tra l’altro pare si stia preparando una nuova versione in 3D). Ma mentre il The Ring di Hideo Nakata (poi riproposto dall’America per la regia di Gore Verbinski) apriva ufficialmente il filone J-horror giocando sull’attesa, e il "fantasma" si vedeva solo nelle ultime scene, Ju-on è un esercizio opposto. Shimizu mette insieme dei pezzi di un saggio scolastico per realizzare un collage che è un magistrale esercizio sulla provocazione della paura. Il fantasma c’è sempre e si vede subito. Eppure inquieta. Il remake americano cambiò il titolo in The Grudge ma mantenne il regista ricalcando, con un gusto più occidentale, il procedimento dell’opera originale. In The Shock Labyrinth: Extreme 3D Shimizu conferma le capacità tecniche, la bravura nel posizionare la macchina da presa per inquietare, l’efficacia nel comporre scenografie piene di angoli di mistero e minaccia, la pazienza nel far crescere lentamente la tensione, logorando i nervi dello spettatore. Si dimostra intelligente anche nell’utilizzo della tecnologia 3D, qui sfruttata soprattutto per portare lo spettatore ancora più dentro alla storia e metterlo tra gli altri personaggi dentro al labirinto. La valorizzazione degli effetti tridimensionali in questo senso funziona ed è più interessante del loro utilizzo specifico per calcare le scene horror. Ma Shimizu con questo film conferma anche che la trama è un elemento che proprio non gli interessa. Ne sceglie infatti una davvero tipica per un film di genere: un evento traumatico del passato riaffiora nel presente; un morto arrabbiato non trova pace e chiede che la sua storia venga riconosciuta fino all’ultimo istante; un gruppo di persone si riunisce e, pur terrorizzato, affronta il mistero.
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dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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