Quattro amici si ridestano dal letargo perenne in cui sono caduti trascorrendo le loro monotone giornate nella poco ridente cittadina di Kilcoulins Leap grazie a un piano che potrebbe cambiare il loro futuro. Il gruppo di scapoli delusi si impossessa di un camion contenente scatole di Viagra, senza però conoscere il valore della merce rubata, che corrisponde a oltre 60milioni di dollari. Ricercati da una squadra di investigatori di elite, gli improvvisati ladri nascondono la refurtiva nel pozzo comunale, detto ‘dell’acqua santa’, senza usare troppe accortezze. Il medicinale si propaga così nelle case dei loro concittadini con effetti ‘miracolosi’.
Dopo le prime proiezioni in Grecia, Belgio e Lussemburgo, gli unici Paesi dove finora è stato distribuito, Holy water si presenta alle nostre latitudini sulla scia di uno slogan, “Il film che vi tira su”, tanto banale quanto azzeccato. Sia perché lo spunto iniziale che ispira gli eventi è il diffondersi di una quantità spropositata di Viagra a causa della contaminazione delle falde acquifere che dissetano un villaggio altrimenti narcotizzato dal grigiore quotidiano. Sia perché, nel corso della narrazione, i sorrisi non mancano. Su quest’ultimo punto è opportuno soffermarsi, poiché la vena ironica di Holy water si rivela talvolta grossolana ma al tempo stesso efficace.
Come è agevole intuire fin da queste prime righe, un prodotto come l’ormai celeberrima pillola blu dagli effetti ‘rinvigorenti’, se considerata al di fuori del suo specifico raggio d’azione a carattere medico, si presta ad allusioni piuttosto prevedibili. Il regista, Tom Reeve, così come lo sceneggiatore Michael O’Mahony, vero artefice dell’opera, ne erano di certo consapevoli e non hanno mancato di sfruttare la forza attrattiva del marchio Viagra così come le suggestioni che la compressa può ispirare sulla via del comico. Ne è nata una commedia leggera, dove lo humour tipico della migliore British comedy si coglie a fatica ma in cui la temperatura sale con il passare del tempo a causa del propagarsi del desiderio in una popolazione solitamente ammansita dalla routine. I bollenti spiriti rianimano uomini e donne che si scrutano con occhiate che lasciano pochi sottintesi ma, a onore degli ideatori di Holy water, va sottolineato come le battute e le allusioni restino sempre distanti dai toni volgari e dall’umorismo greve che caratterizza invece differenti filoni, come quello demenziale e tardo adolescenziale. I tentativi di spostare l’asse del lungometraggio verso temi più seri e impegnati, come l’analisi sulla vita in provincia o il cattivo uso (che pure si farà ovunque) di un farmaco per certi versi abusato, però non convincono troppo.
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