
Emigrante di ritorno a soli tredici anni, Marta, ragazzina sensibile e sveglia, torna nella città natale, Reggio Calabria, dopo aver trascorso dieci lunghi anni in Svizzera. Il primo passo della sua nuova vita è quello di seguire il catechismo per poter andare incontro al sacramento della Cresima. Non tutto però è come dovrebbe essere. A partire dal parroco, interessato più ai propri obiettivi personali che alla formazione di giovani coscienze. Ma il degrado che ruota intorno Marta riguarda tutto il contesto in cui vive, con una sola ancora di salvezza: la madre.
Anticlericale. Pure questo. Ormai, se una pellicola annovera nella sua sceneggiatura, fra le altre cose, vicende di Chiesa, è automaticamente anticlericale. O forse, è un termine che va tanto di moda, così irresistibile da non poterne fare a meno. Fatto sta che pure un film – di altra caratura, precisiamolo subito - come Habemus Papam di Nanni Moretti è stato tacciato da qualcuno allo stesso modo. Ed allo stesso modo, Corpo celeste di Alice Rohrwacher è stato presentato a Cannes 2011 in anteprima mondiale. Ben vengano, allora, i film anticlericali, per il cinema italiano: vorrà dire che avranno un certo spessore!
A parte la boutade, l’opera prima della regista, sorella d’arte della più nota interprete Alba (che sulla Croisette, ad esempio, c’era già stata), è un buon esordio. Perché? Perché oltre al dato estetico dell’opera, alla storia controversa e intrigante, nel senso di accattivante, ci sono da segnalare degli spunti su cui potersi soffermare a riflettere. E non è poco, visto che i pensatoi collettivi rimasti in giro sono ormai cinema, teatro ed internet. Fra gli ingredienti, sparsi qua e là, c’è la questione dell’emigrazione, anche, anzi soprattutto quella di ritorno, che si avverte per la crisi economica che ha attanagliato l’occidente del mondo. C’è la crisi dei circoli sociali virtuosi come è stato per intere generazioni di italiani – e lo è, in parte ancora, per carità…- il catechismo. E con esso c’è la crisi dei valori della microborghesia, del lavoratore precario, di quelli che una volta erano le classi meno abbienti, che ci tenevano affinché i figli studiassero per potersi fare strada ed invece adesso sperano di più che la prole si trasformi nel tronista o nella velina di turno.
l'avete visto?
Molto carino. Sulla scia di Habemus Papam ferocissimo contro la Chiesa. A differenza di Habemus Papam è privo di qualunque ironia, e lascia spazio solo alla dura critica nei confronti di tutta la chiesa cattolica. Un peccato perché tralascia di mostrare quelle parti pulite e buone che esistono comunque in quella parte della chiesa ancora sana che pur esiste.
In ogni caso la conclusione del Film mostra che c'è forse ancora un velo di speranza.
Da vedere, lo consiglio.
dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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