
Milleottocento e millenovecento, Cina. Due storie di amicizia raccontano la condizione di repressione della donna che nonostante il tempo che passa non migliora a sufficienza. Nel ventesimo secolo Lily Giglio Bianco, ottant'anni, vedova, è pronta per morire. Non ha più desideri, speranze, legami. Nel suo villaggio dicono di lei che è “una che non è ancora morta”. L'accento, nel descriverla, non è sul fatto che è ancora viva, ma sulla morte imminente. L'unica cosa che ha con sé è la storia della sua vita. Proprio perché si è liberata da tutto il resto è finalmente in grado di raccontarla liberamente, senza paura di rompere il silenzio a cui è stata costretta per tutta la vita. Lo fa per rendere onore alla sua carissima amica Fiore di Neve, che ormai non c'è più. Insieme sono cresciute in un contesto sociale in cui alle donne era chiesto di stare al loro posto, ed era un posto assai stretto.
A cominciare da quello che avevano a disposizione nelle scarpe, ben più piccole dei loro piedi, che venivano fasciati stretti dopo averne spezzato le ossa. Stretto era anche lo spazio per parlare. La bocca di solito doveva stare chiusa. Tra loro la comunicazione era ufficialmente impedita e segretamente affidata a codici da decifrare. Una cosa, però, non poteva essere imbrigliata in alcuno spazio stretto. La forza dell'immaginazione. Con la fantasia qualsiasi realtà può venire trasformata e le storie che nascono da chi è imprigionato nella vita di ogni giorno hanno il sapore scalpitante della libertà agognata. Mentre Lily, ormai vecchia, racconta la sua giovinezza, l'amicizia tra le giovani Nina e Sophia ha le stesse caratteristiche socialmente difficili delle amicizie di un tempo. Lily e Fiore di Neve, Nina e Sophia ci accompagnano in un viaggio dentro la Cina in un contesto culturale rigido e repressivo.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
dal 30 maggio 2013
Anno: 2012
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