
In concorso al Festival di Roma, Pupi Avati pesca ancora nell’infinito album di famiglia per regalarci una storia leggera, simpaticamente tribolata e molto poetica, basata su quella dei suoi nonni. Nel cast, l’esordiente Cesare Cremonini e la bravissima Micaela Ramazzotti.
Anni 30. In un paesino immerso nelle campagne dell’Italia centrale, vive Carlino. La sua passione più autentica, il giovanotto ce l’ha per la mitica Moto Guzzi, ma anche con le ragazze non scherza. Così, aspettando il rombo del centauro, le avvicenda sulla canna della sua bicicletta. Ha un’arma segreta il Carlino, una roba che non si sa bene perché l’abbia, ma intanto ce l’ha e le donzelle ne rimangon sempre affascinate e deliziate. L’alito al biancospino seduce, se poi s’accoppia a un viso dolce e sbarazzino, da belloccio, mica semplice resistere. Carlino è il terzo figlio dell’Adolfo Vigetti, contadino di modeste pretese e schiena curva, ma la fortuna – e un singolare accordo tra le due famiglie – ha voluto che fosse accolto nella casa di Sisto Osti, proprietario terriero, benestante e con due figlie da maritare, Maria e Amabile, piuttosto bruttine e alquanto attempate. Il burbero Sisto ne avrebbe anche un’altra di figliola in età da marito, la Francesca, prole di secondo letto, bella e studentessa a Roma. E proprio quando Carlino è lì nel salotto degli Osti a cercare di farsi piacere una delle due zitellone, ecco comparire Francesca e scattare la scintilla tra i due. Carlino cambia rotta, ma papà Sisto non ci sta, salvo poi cedere davanti al tentativo di suicidio della terzogenita. Il matrimonio ha il placet paterno, ma il giorno delle nozze qualcuno si dimentica di avvisare il parroco. È vero, a tutto c’è rimedio, ma poi? Il bel Carlino sarà fedele alla devota moglie?
Quel sbagerla del Carlino, mio nonno
Domenica la grande paura, il ricovero in ospedale e le voci di corridoio a rincorrersi sulle diagnosi più disparate e disperate. E così, come lui stesso ha avuto modo di chiosare dal red carpet romano, Pupi Avati è passato dalla barella al tappetone rosso dell’Auditorium parco della musica. Il suo Il cuore grande delle ragazze è in concorso al Festival di Roma e neanche una fastidiosissima – ma innocua – congestione gastrointestinale, alla fine, è riuscita a fargli disertare la prima ufficiale del film, frutto dei ‘segreti’ di famiglia che l’immenso archivio Avati non finisce mai di sfornare.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
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