
Gennaro Di Gennaro è un dentista conosciuto in un piccolo centro della Campania. Una moglie, Anna, e due figli, Roberto e Mattia: sembrano una famiglia perfetta. Sembrano, appunto, perché ognuno di loro e della loro sterminata rete di parenti ed amici, conserva più di un segreto. E qualche vizietto.
Niente Natale a Cortina. Oppure in Egitto, o meglio ancora a Miami. Con tutta questa crisi 'scurdatevello'. Da preferire lidi più vicini, più casarecci, più familiari. Facciamo Napoli allora! Certo non è proprio Natale a casa Cupiello, anzi, non lo è per niente, ma volete mettere le atmosfere vissute sotto il sole di Partenope con tutto il resto? Un’esperienza cinematografica quantomeno piacevole. Deve aver pensato questo il regista - al debutto sul grande schermo con un lungometraggio - Luigi Russo. Ed anche qualcos’altro a dire il vero, considerate le poche, ma calibrate, parole utilizzate dal cineasta. Perché oltre alle suggestioni inevitabili del film e della location, con tutto quello che ne consegue (a parte il risultato), c’è un’idea, una traccia che si è provato a seguire. Qualcosa per alcuni versi simile a un 'cinepanettone' non fosse altro che per il periodo di uscita nelle sale, sebbene Russo lo abbia definito più un 'cinecasatiello' per accostarlo alla tradizione culinaria di appartenenza.
Però, è pure un progetto che, come si diceva prima, guarda oltre. Magari alle mitologiche commedie sexy degli anni 70. Quelle che facevano il pienone ai botteghini e venivano stangate da solerti critici di turno. Riproposte negli anni 80 dalle neonate tv commerciali ad orari da coprifuoco e riabilitate da un genio come Quentin Tarantino. Ecco, se con Napoletans Russo ha guardato davvero a questi esempi, il suo primo film potrebbe non passare (del tutto) inosservato agli annali del cinema nostrano. D’altronde, il prodotto finito, per le medesime ragioni per cui punta a un certo target potrebbe dispiacere ad un’altra cospicua fetta di pubblico allergica al 'napolicentrismo'.
A dispetto di quanto appena detto, il cast, che prevede comunque una nutrita squadra di interpreti indigeni (Maurizio Casagrande, Giacomo Rizzo, Nando Paone) offre pure bravi attori di tutt’altre latitudini: Andrea Roncato, Massimo Ceccherini, Maurizio Battista. E la splendida Nina Senicar al suo esordio di celluloide. Napoletans che sarebbe dovuto uscire nel mese di ottobre, verrà distribuito in cento sale dello stivale, soprattutto (come ovvio) in Campania e nel Lazio. Cos’altro aggiungere? Iammè ià.
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