Penetrare nel Cremlino e recuperare informazioni su un terrorista nucleare, nome in codice Cobalt. L’ordine è perentorio, ma stavolta l’agente Hunt arriva tardi, il cattivo ha già piazzato una bomba nella ex sede del Soviet supremo e tutto va in pezzi. Il governo degli Stati Uniti attiva il Protocollo Fantasma e la 'Impossible Mission Force' viene accusata dell’attacco. Hunt non ci sta e fugge con il suo team in cerca di redenzione. Bisogna salvare il mondo da un attacco nucleare…
Ci hanno bombardato con le immagini del vecchiotto, ma ancora in splendida forma, Tom Cruise, novello Spider-Man, arrampicarsi sul grattacielone più alto del mondo grazie a un paio di guantini ipertecnologici. "Oh my God", mica un altro polpettone di quelli ‘dietro al popcorn-movie niente’, ci siamo chiesti. E invece no, MI4 è probabilmente il più bel film della saga. La trama è intrigante tanto da far passare indenne anche Cremlino, piazza Rossa e accenni di Guerra fredda. L’azione è coinvolgente, Cruise sembra aver messo alle spalle gli ultimi copioni da villa arzilla. Il cattivone che vuole distruggere tutto e tutti con un missile intercontinentale ci ricorda il Goldfinger bondiano, probabilmente uno dei ruoli da villain più riuscito nell’immensa cinematografia di genere. Eppoi c’è la regia di Mister Incredibile. Al timone di Protocollo fantasma ecco Brad Bird (Gli Incredibili, Ratatouille) che assolve alla perfezione la sua prima mission fuori dall’universo cartoonesco.
In un clima da caccia alle streghe, che s’ispira alle ‘regole’ del senatore americano Joseph McCarthy, Bird dà ritmo e umanità alla pellicola con tocchi di ben dosato fumettistico iperrealismo che spianano la strada al thriller di spionaggio. Difficile lasciare il bracciolo della poltroncina davanti a frame di cinematografia vertiginosa, con la sequenza lungo le ‘pareti’ del Burj Dubai a farla da padrone. Non mancano i gadget alla 007, dagli ormai mitici guantini per scalare grattacieli a tute magnetiche e braccia artificiali. Dato a Cruise e Bird quel ch’è di Cruise e Bird, non possiamo tacere davanti alle prove convincenti della vulcanica Paula Patton (Jane Carter, agente dell’Imf), di Jeremy Renner nei panni di William Brandt ovvero il probabile/possibile successore dell’agente Hunt, e, soprattutto, dell’esilarante Simon Pegg, il Q della situazione, pronto a rubare ogni scena in cui appare.
Gli effetti speciali abbondano, ma ciò che emoziona ancor di più di MI4 - che ha incassato oltre 500 milioni di dollari nei cinema di tutto il mondo - è che uno dei punti più alti d’adrenalina sia stato girato alla vecchia maniera. Sì, stiamo parlando proprio di quell’arrampicata sulla Burj Dubai Tower di Hunt/Cruise. Chapeau, quasi cinquantenne Tom.
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