
Dopo dodici anni di sonno indotto, Selene si risveglia nei laboratori della Antigen. Molto è cambiato dalla sua vita precedente. Gli umani conoscono il segreto della sua razza e tentano di sterminarla. I vampiri vivono nascosti mentre i Lycan si sono fatti furbi. Intanto un nuovo essere si fa strada: chi è?
E quattro. Ma presto potrebbero divenire cinque. Ecco come una 'semplice' trilogia diventa saga. Zitti zitti, i produttori di Underworld hanno creato un piccolo-grande filone dell’horror contemporaneo. Sfruttando spunti mitologici convenzionali e introducendone nuovi di zecca come la contrapposizione di casta fra vampiri e licantropi, e gli incroci fra specie. Sbizzarrendosi nel dipanare vicende e tresche abbastanza complicate. Poi, proprio come in un’altra saga del genere riguardante vampiri e affini - ossia Blade inutile fare giri di parole - una volta consumatisi i classici duelli contemplati nella tradizione letteraria (e cinematografica) orrorifica, si passa a un nuovo nemico. Che spesso è il frutto di qualche mutazione genetica: d’altronde, un 'tertium genus', qualunque esso sia, non si nega più a nessuno.
In Underworld:Il risveglio, per non farsi mancare nulla, abbiamo sia un incrocio fra mostri differenti (che per altro si era già intravisto nel secondo capitolo) che una mutazione dello scacchiere nelle alleanza fra razze per far fede al principio che il nemico del mio nemico è mio amico, ovviamente. Cambia il timone in regia che passa da Len Wiseman, impegnato solo nella sceneggiatura, alla coppia svedese Mans Marlind e Björn Stein (già insieme dietro una macchina da presa in Shelter - Identità paranormali). Ma, mutando l’ordine dei fattori, il risultato non si diversifica. Con una pellicola ben congegnata, dal ritmo serrato e una discreta dose di splatter: e qui una grossa mano la fornisce il formato 3D.
Rimangono alcuni interpreti, anche se non tutti: e pensiamo all’assenza dell’eclettico Michael Sheen. C’è però, soprattutto, la fascinosa Kate Beckinsale. Quest’ultima, dopo aver vissuto da protagonista i primi due episodi (Underworld, del 2003, e Underworld: Evolution, del 2006), e un breve cameo nel terzo (Underworld - La ribellione dei Lycans, datato 2009, che però era un prequel), torna da eroina assoluta, più cattiva del solito. Sexy come non mai, in completino nero di latex, occhioni verdi e labbro carnoso nonostante i suoi quasi quarant’anni. Cos’altro aggiungere? Beh, che sarebbe servito un po’ più di coraggio. Almeno continuare sul filone delle innovazioni del mito. Al prossimo morso allora, anzi, pardon, al prossimo capitolo, perché (ormai) non c’è quattro senza cinque.
Per il film:
[URL="http://filmdb.altervista.org/home/underworld-il-risveglio.html"]http://filmdb.altervista.org/home/underworld-il-risveglio.html
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Saluti!
come si fa a guardarlo?!?!?
come cazzo faccio a guardarlo
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