
Nel Nord del Portogallo, in posizione solitaria, sorge un piccolo borgo. Pedro è un ingegnere civile che sta prestando lì i suoi servigi. Oltre a lavorare al progetto di una strada, il professionista è stato anche autore di un sito dedicato ad Aguasaltas, questo il nome del paese. L’entusiasmo degli abitanti è a mille, ma una multinazionale dell’acqua ha già registrato quel dominio (aguasaltas.com) per lanciare un nuovo prodotto. E così, pretende la cancellazione del sito, pena una battaglia legale senza quartiere.
È innegabile che guardando la pellicola diretta dal regista portoghese Luís Galvão Teles si finisca per diventare tifosi di Aguasaltas e dei suoi appassionati abitanti. Il paesello sperduto tra le pieghe della terra lusitana, si ritrova, d’un tratto, collegato al mondo dalla sua nuova strada, d’asfalto e cemento, e dalla Rete, di fibre ottiche e altre diavolerie moderne del genere. E come in ogni fiaba che si rispetti, capita che arrivi il cattivone. Sotto le spoglie di una multinazionale, grande, potente e magniloquente. Come a dire ecco un 'villain' che farebbe arrossire anche, chessò, il lupaccio di Cappuccetto Rosso. Insomma, proprio adesso che tutti gli aguasaltesi (si chiameranno poi così?) potevano essere proiettati nell’olimpo del villaggio globale, quel cinico e baro del destino presenta il conto di un sogno impossibile. “Niente fama per voi lì”, gli uffici legali della multinazionalona tuonano ammende, multe e salassi. Ché quel nome, Aguasaltas, è proprio quello appioppato alla loro nuova acqua minerale. E sul web, a registrare il dominio, sono arrivati per primi.
A questo punto, infervorati dal fanciullino-tifoso che alberga nelle corde di ognuno di noi spettatori, ci si aspetterebbe sì il lieto fine, ma attraverso un percorso che vada aldilà della semplice storiella del piccolo, buono, giusto e no-global, che affonda il grosso, malvagio, spietato e global. E invece, succede il contrario. Il messaggio del film pecca in considerazioni banali e balzella sull’orlo di un baratro anacronistico che lascia con l’amaro in bocca. Certo, la commedia portoghese scorre via liscia e non si impantana in nessun sabbione, ma personaggi e situazioni ricalcano gag e macchiette che sembrano uscite da una fiction televisiva seriale, di quelle che “si va avanti coi copioni certi di far audience e quindi si scrive un po’ così, come viene”. Peccato, perché il tema portante di Aguasaltas.com, seppur già dibattuto, muoveva da premesse narrative colme di buone prospettive.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
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