
Ai vertici dell’intelligence di Sua Maestà qualcuno fa il doppio gioco: iniziano a essere troppe, infatti, le missioni fallite. Per individuare la 'talpa' ci si affida a George Smiley, agente segreto britannico in pensione. Scaltro e diffidente, Smiley non potrà contare su nessuno se non se stesso.
Non chiamatelo James Bond, altrimenti potrebbe pure offendersi. Magari non proprio George Smiley - che è, come gli appassionati del genere sanno, un personaggio di fantasia - ma di certo John Le Carrè, maestro delle spy-story. La penna che, all’atletico donnaiolo 007 di Ian Fleming, ha contrapposto nelle sue opere sfingi assai più enigmatiche. Non fosse altro perché Le Carrè un agente segreto lo è stato per davvero e, proprio da una 'talpa' del Kgb, è stato fatto fuori dal giro. Insomma, ha avuto un bel coraggio il quarantaseienne cineasta svedese Tomas Alfredson (strappato all’oblio dall’horror gotico e vampiresco Lasciami entrare, datato 2008) ad accettare l’onere di dirigere cotanta pellicola, tratta da un best-seller da milioni di copie. E cotanti interpreti, aggiungeremmo: Gary Oldman, Colin Firth, John Hurt, Mark Strong e Tom Hardy, solo per citarne qualcuno.
Tuttavia, non c’è presunzione ne La talpa (titolo originale Tinker, Tailor, Soldier, Spy, da una filastrocca popolare inglese). Lo si capisce subito, dalla maniacale cura, indice di rispetto, di ogni dettaglio. Che sia un vestito o un’automobile dell’epoca, persino il mobilio. Ma non c’è neanche timore reverenziale, nei confronti, ad esempio, all’omonimo serial, anche quello monumentale, che sotto la regia di John Irvin, negli anni Settanta - gli stessi dell’ambientazione delle vicende - aveva conquistato il piccolo schermo patrio.
In soldoni, quello che conta è il risultato complessivo: “una creatura che vive di luce propria” per usare le parole del divo Le Carrè. Ovvero, le torbide avventure colate dagli equilibri geopolitici della 'cortina di ferro' mantengono un fascino immutato nei decenni, ma un po’ di farina del proprio sacco Alfredson ce la mette pure. Nitida la fotografia e al tempo stesso tetra, complessa (volutamente) la trama, fedele lo spirito del romanzo. L'anteprima mondiale del film è avvenuta lo scorso settembre, all’ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, e godibile è la colonna sonora affidata ad Alberto Iglesias. Allora, mettetevi comodi davanti il grande schermo e fate attenzione, La talpa, potrebbe essere chiunque. Anche lo spettatore che vi sta di fianco, scriverebbe Le Carrè.
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