
Brandon è un trentenne di successo che vive in un confortevole appartamento di New York. Per evadere dalla monotonia della vita d’ufficio seduce le donne, dividendosi tra una serie di storie senza futuro e incontri di una notte. Il ritmo metodico e ordinato della vita di Brandon, però, entra in crisi con l’arrivo imprevisto della sorella, Sissy, ribelle e problematica. La sua presenza dirompente manda all’aria tutti i buoni propositi di curare la sua logorante dipendenza sessuale e spinge Brandon a inoltrarsi nelle pieghe più oscure dei bassifondi di New York, per sfuggire al difficile rapporto con la ragazza e ai ricordi che risveglia in lui.
Ancora una volta Steve McQueen (2) punta sul cavallo vincente, sceglie come uomo di punta il bravo Michael Fassbender (lanciato definitivamente da Bastardi senza gloria, 2009, e visto di recente in A Dangerous Method; tralasciando tutti gli altri progetti in cantiere), e non sbaglia. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (2011) e candidatura ai Golden Globes 2012 per miglior attore protagonista di film drammatico. Cosa chiedere di meglio?
La statuetta dorata è il prossimo passo, non lontano a quanto pare.
Accanto a lui una straordinaria Carey Mulligan, nei panni della sorella Sissy. Altra bella scoperta la Mulligan, in inarrestabile ascesa a partire dal 2009, l’anno di An Education, per continuare con il toccante Non lasciarmi, accanto a Andrew Garfield e Keira Knightley, fino ad arrivare a uno dei lungometraggi più apprezzati dell'intera stagione cinematografica, Drive, di Nicolas Winding Refn e con Ryan Gosling.
Shame arriva dritto allo stomaco, inquieta, angoscia, commuove fino alla disperazione. È la potente conferma di come McQueen sappia portare la sua arte fino al limite estremo, affidandosi ancora una volta a un personaggio fuori dagli schemi, che sembra essere al di là di qualsiasi redenzione. “Brandon mi piace tantissimo - commenta il regista parlando della figura centrale nel racconto - è difficile, mette a dura prova. Ma non è poi molto diverso da tutti noi, vive nell’attuale con tutte le difficoltà che ne conseguono. Brandon ci è molto familiare e non è repellente, anzi è un personaggio per certi versi riconoscibilissimo”.
Sesso, internet, la quotidianità stessa con i suoi ritmi, sono le dipendenze di un giovane trentenne fagocitato dalla realtà e dagli eventi, apparentemente lontano dalle nostre logiche, ma che invece, per molti versi, è solo una versione estremizzata di una storia comune.
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