
Negli anni Sessanta, a Jackson, nel Mississipi, le ragazze, quelle in età da marito, pensano soprattutto a sposarsi e ad avere dei figli. Skeeter Phelan no, con grande disappunto della mamma. Tornata nella sua cittadina, fresca di laurea, insegue il sogno di fare la scrittrice ed entra nel Jackson Journal a occuparsi di economia domestica. Per scrivere il primo pezzo, pensa di chiedere aiuto ad Aibileen, cameriera afroamericana di mezza età che ha trascorso la vita a crescere i figli dei ‘bianchi’. I colloqui tra le due donne schiudono uno spunto interessante e Skeeter Phelan decide di scrivere un libro che raccolga storie di governanti e precettrici di colore.
L’America degli anni 60 incornicia la sua storia in mezzo a diverse turbolenze. The Help cerca di raccoglierle in maniera insolita, né didascalica né predicatoria. Basata sul romanzo bestseller di Kathryn Stockett, la pellicola è stata adattata e diretta da Tate Taylor, amico d’infanzia della scrittrice, entrambi di Jackson. La vicenda si fa largo attraverso Skeeter, aspirante giornalista bianca, che chiede ad Aibileen, cameriera nera, alcuni consigli per redigere articoli di economia domestica, ma si rende conto che la storia interessante si trova nelle vicende personali di quest’esercito di ottime precettrici insuperabili per educare i figli dei ‘bianchi’ ma non adatte a condividere un utensile da cucina piuttosto che il bagno. Insieme con l’aria nuova portata da Skeeter e Aibileen arriva anche il carattere esuberante e rivoluzionario di Minny. L’interazione tra questi tre personaggi risponde a quell’affermazione dei diritti civili che in quel momento storico sta iniziando ad aleggiare negli Stati Uniti. Taylor preme l’acceleratore su questo punto, mostrando clip di Martin Luther King, e sull’omicidio di Jfk e di Medgar Evers – attivista nella lotta contro il razzismo – che tra le sue tante battaglie sostenne quella che portò la Mississippi University (la stessa da cui esce laureata la Skeeter) ad ammettere James Meredith, primo studente di colore dell’ateneo.
In questo corollario, la cittadina di Jackson, Mississipi, è pronta a rispondere a razzismo e bigottismo con il patto d’acciaio delle tre paladine locali che sfidano convenzioni e leggi attraverso la forza delle parole, della scrittura, della voglia di cambiamento. Da Oscar la dignità tranquilla e gli occhi espressivi di Viola Davis (Aibileen), simpatica e toccante l’interpretazione di Octavia Spencer (Minny), vincitrice il 15 gennaio scorso del Golden Globe come miglior attrice non protagonista (il lungometraggio aveva ricevuto altre quattro nomination). Ma anche il resto del cast se la cava egregiamente da Emma Stone (Skeeter) a Bryce Dallas Howard, che incarna alla perfezione la spregevole Hilly Holbrrok, sintesi del disarmante animo razzista permeato in una larghissima fetta di popolazione bianca. Senza dimenticare Jessica Chastain, anche lei candidata ai globi d'oro e in forte ascesa dopo il pluripremiato The Tree of Life.
The Help è un buon film, una celebrazione rivelatrice di guarigione interrazziale che grazie alla direzione accorta di Tate Taylor non sfocia mai nel melodramma e riesce a ritagliarsi anche qualche spazio di puro intrattenimento, nel senso più alto del termine.
UN FILM PIACEVOLE, PER IL FILM:
http://filmdb.altervista.org/home/the-help.html
CIAO ;)
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