
La Federazione dei Mercanti ricatta la Repubblica sulla tassazione delle rotte commerciali. A trattare vengono inviati due jedi: Qui-Gon Jin e Obi-Wan Kenobi. La mediazione fallisce, i due fuggono insieme alla regina di Naboo. Troveranno il prescelto.
Le opere d’arte sono eterne e Guerre Stellari, di George Lucas, è un’eterna opera d’arte. Fin qui, il sillogismo fila. Il problema è quando i derivati vengono proposti (e riproposti) allo sfinimento!
Così, il quarto film, cronologicamente parlando, della saga, che però racconta gli inizi di tutta la vicenda - sarà seguito dagli altri due prequel, sempre in 3D: L’attacco dei cloni, nel 2013, e La vendetta dei Sith, nel 2014, - ritorna al cinema dopo tredici anni. Alla moda, ossia in versione stereoscopica. Se qualcuno non si è ancora perso vuol dire che è un appassionato del genere e apprezzerà. Audio da panico ed effetti speciali al cubo, il film che ha dato inizio nel 1999 alla seconda trilogia non compete però con i primi tre capitoli ormai divenuti leggenda (Guerre Stellari, L’Impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi). Hai voglia di 3D.
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