
Moglie e due figli, Alberto è un imprenditore genovese proprietario di una piccola fabbrica lasciatagli in eredità dal padre. Quando gli affari vanno male, decide di rivolgersi a un’organizzazione criminale. Per loro deve fare il fattorino da e verso il sud. Le cose però non vanno come dovrebbero.
L’insospettabile della porta accanto. E la congiuntura economica capestro. Quando non hai più nulla per tentare di sostentare la tua famiglia.
Eccolo servito il dilemma morale (e molto umano) del primo lungometraggio di Emiliano Corapi: varcare o meno il confine della legalità? Nì, forse, probabile, ma il punto non è neanche, o solo, questo. C’è una sfumatura che apparrebbe insignificante e invece conta moltissimo. Perché il tratto intenso e drammatico del film è un crogiolarsi nel dolore dell’impotenza di fronte al male fatto da uomini ad altri uomini per interessi e protervia, cultura e arroganza. Li chiamano mafiosi.
Ma Sulla strada di casa, da buon prodotto indipendente - costato meno di trecentomila euro - può consentirsi il lusso di offrire colori smerigliati, impuri, non canonici. Venature di road movie ed elementi da pellicola noir messi insieme per il buon esordio del già citato Corapi. Un film piccolo, certo, nato per caso anche, da un ritaglio di giornale rimasto impresso al regista, ma ad ogni modo gustoso.
Passato per una ventina di festival nazionali e non, e premiato in sei occasioni prima di arrivare con solo venti copie nei cinema italiani. Merito di produttori illuminati che hanno evitato la questua per le strade, unica alternativa possibile affinché il progetto prendesse corpo, viste le tante porte sbattute in faccia. Irriconoscibile Vinicio Marchioni (Alberto) passato da carnefice nella serie TV Romanzo Criminale - dove era il 'Freddo' - a vittima del malaffare qui, per far sparire il suo accento romanesco ha ascoltato un mese intero la registrazione della voce di un suo amico genovese. L’attore, insieme all’ottimo Daniele Liotti (Sergio), Donatella Finocchiaro e Claudia Pandolfi ha lavorato a rimborso. Come dire, la volontà di portare comunque a termine l’opera, ha prevalso su tutto il resto.
Scritto ormai sei anni or sono, e girato nel 2009, Sulla strada di casa, ha avuto come detto, una genesi abbastanza travagliata dal punto di vista economico, ma il futuro promette bene. Se è vero che certa stampa di settore d’oltreoceano ha addirittura parlato di un remake targato Usa. Roba da non crederci, ma, si sa, le strade del cinema sono infinite.
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