
Il fascino di Richard Gere colpisce ancora, in una pellicola tutta incentrata sul suo carisma. The Double mescola delle vecchie indagini della CIA con quelle nuove dell'FBI. Il nemico dell'America è di nuovo la Russia, in questo caso una banda di assassini capitanati dal famigerato Cassius, il cui volto nessuno conosce.
Richard Gere, qui agente della CIA Paul Shepherdson, a suo tempo li aveva sgominati tutti quelli della sua banda, Cassius compreso anche se di lui non era mai stato rinvenuto il corpo. Aveva fatto fatica, ma alla fine ce l'aveva fatta e si era infine messo tanto tranquillo da aver consegnato il distintivo. Solo che – è così che comincia il film – all'improvviso salta fuori che Cassius forse non è morto. Indizi inquietanti, la morte di un senatore americano e soprattutto il metodo della sua esecuzione, tornano a far parlare di lui. Paul-Richard Gere viene richiamato alle indagini al fianco del giovane e ambizioso agente dell'FBI Ben Geary (gli presta il volto il bravo Topher Grace) che per anni ha studiato ossessivamente il profilo di Cassius. I due lavorano spalla a spalla e a poco a poco entrano l'uno nella vita dell'altro, in un thriller di omicidi e inseguimenti dove ognuno ha una doppia identità.
Il trailer 'spoilera' il prosieguo del lungometraggio e ci viene la tentazione di assecondarlo anche noi, facendo riferimento al colpo di scena smascherato, per poterci collegare alcune riflessioni. Ci tratteniamo, rimanendo un po' stupiti per una scelta, quella del trailer appunto, tanto esplicita. Certo, il colpo di scena (il primo dei due, visto che poi ne arriverà un altro) è telefonato. A chi mastica thriller e giochi veloci di continui cambi di prospettiva, questo The Double parrà debole, o almeno risaputo, o quanto meno 'classico'.
Stupisce anche la scelta di tirar in ballo la vecchia Russia, a meno che tutto il progetto non sia un semplice omaggio ai film spionistici dei tempi della guerra fredda, ma in questo caso si può dire che come tributo rimane un po' sterile. Di per sé, però, si tratta di un prodotto ben confezionato che, nonostante il taglio un po' troppo televisivo soprattutto per gli alti standard americani, intrattiene e coinvolge con il suo ritmo incalzante. Richard Gere si impegna con la generosità che lo contraddistingue e un fascino che non ha eguali. Topher Grace è una spalla che non riesce a rimanere impressa nonostante il suo sia un ruolo chiave, probabilmente perché la sceneggiatura dipinge personaggi poco approfonditi e meramente funzionali alla narrazione. Michael Brandt debutta alla regia e firma la sceneggiatura. Prima del passaggio dietro la macchina da presa ha steso lo script di varie pellicole di discreto successo, tra cui Quel treno per Yuma (2007), con Russel Crowe, e Wanted (2008), protagonista Angelina Jolie.
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