
Il sogno di un corpo bello e giovane per sempre verrà realizzato in un futuro non molto lontano. Nel 2016. La questione è: che prezzo paga l'umanità per aver sconfitto la Morte? La risposta di Niccol è questa: il tempo diventa la nostra moneta. La regola è: vivi fino a venticinque anni, poi il tuo corpo smette di invecchiare ma da quel momento in poi ogni istante in più va guadagnato, commerciato, comprato, venduto, rubato.
La città si divide in due. Da una parte i ricchi, quelli cioè che hanno decenni o secoli dalla loro, dall'altra i poveri, quelli che rischiano di morire alla fine di ogni giornata. Will Salas (Justin Timberlake) è l'eroe povero. Sylvia Weis (Amanda Seyfried) è la ricca annoiata che sposa la causa dell'eroe povero. Insieme diventano la versione futuristica di Bonnie e Clyde e il film diventa soprattutto questo: furti, inseguimenti, fughe, piani, nascondigli. Peccato. Cosa? Peccato che un'idea tanto provocatoria e originale non sia stata approfondita. E che quello che poteva diventare un film imprescindibile del nuovo millennio è invece un prodotto d'intrattenimento ben confezionato ma non molto di più.
Prima di tutto manca la visione del futuro. Noi, il futuro, non lo vediamo. La città, la gente, come sono le strade della zona ricca? E quelle della zona povera? Vediamo qualcosa, ma non ci rimane impressa la descrizione di un mondo. Invece è stata proprio questa la cifra dell'insuperabile Blade Runner di Ridley Scott, che è riuscito come nessun altro a dipingere mondi futuristici. Tanto che il suo film di fantascienza, datato 1982, rimane ancora il più affascinante.
Poi, la scelta di spostare la narrazione sulla storia dei novelli Bonnie e Clyde rende il film prevedibile e risaputo, nonostante le premesse iniziali andassero esattamente nella direzione opposta.
Infine, il tratteggio dei personaggi è stereotipato, e questo può anche funzionare, ma è uno stereotipato davvero nei cliché meno coraggiosi e più triti e ritriti. Peccato soprattutto per Cillian Murphy, attore bravissimo che, diretto diversamente, avrebbe probabilmente dato vita a un nemico molto più memorabile. Nel cast, peraltro, si segnala pure Olivia Wilde.
Detto questo, però, occorre puntualizzare. La delusione fa riferimento a un'aspettativa alta, dato l'autore, il cast, il budget e data soprattutto l'idea intrigante. Il lungometraggio di per sé funziona, la confezione è di ottimo livello, la regia porta il segno di uno che sa fare il suo mestiere.
L'intrattenimento è assicurato e dosato in modo da poter andare in pasto un po' a tutti, non sono agli appassionati del genere.
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