
Abbarbicata sulla punta più settentrionale dell’Alaska, la gelida Barrow, non è certo un posto dove un cronista possa far chissà quale scoop. E questo lo sa bene Adam Carlson, reporter costretto a convivere con una costante moria delle news, almeno fino a quando non scopre che tre balene grigie sono rimaste intrappolate sotto una lunghissima lastra di ghiaccio. I cetacei possono respirare soltanto da un piccolo buco rimasto in superficie ma che rischia di chiudersi da un momento all’altro. Adam, insieme con Rachel, attivista di Greenpeace e sua ex ragazza, e Nathan, undicenne nativo, cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica per aiutare le tre balene a sopravvivere.
Alaska, anno domini 1988. La storia di tre balene grigie, velocemente battezzate coi nomi di Wilma, Fred e Bamm Bamm, fanno accorrere nella cittadina più glaciale degli States una nutritissima accolita di giornalisti, ambientalisti, politici, militari e nativi appartenenti a diverse etnie locali. Bisogna salvare la famigliola di balene ed essere in tanti perché l’unione fa la forza. Occhei, detta così, la vicenda potrebbe sembrare debolmente banalotta, seppur tratta da una storia vera raccontata da Tom Rose nel romanzo Big miracle – che è poi il titolo originale della pellicola – , in realtà non è così. Innanzitutto, Qualcosa di straordinario documenta come il tentativo di salvataggio dei cetacei sia stato animato da una confluenza di interessi diversi. Adam, il giornalista, vede la storia come un trampolino di lancio per la sua fiacca carriera di reporter tra i ghiacci. Poi c’è il petroliere McGraw felice di apportare il personale contributo ai soccorsi per il vantaggio di una visibilità/pubblicità enorme e gratuita.
Non manca la classe politica, nel circo massimo del movimento mediatico ‘balenocentrico’, e l’entourage del presidente Reagan non si fa sfuggire l’occasione per dar vigore al deboluccio interesse ambientale della propria amministrazione. Anche le popolazioni locali capiscono di poter sfatare la leggenda che li dipinge come ‘mangiabalene’ e gli danno dentro con propositi salvifici dell’ultim’ora. Meno male che c’è la ‘greenpeacina’, unica altruista del gruppo a dare il suo contributo senza secondi fini che non quelli di mettere in salvo la famigliola ‘grigia’. In mezzo a barbagli di Guerra fredda, la cooperazione tra Usa e Urss dà la svolta buonista. E anche i meno altruisti, iniziano a prendere sinceramente a cuore le sorti delle tre sfortunate balene. Meriti al regista Ken Kwapis (La verità è che non gli piaci abbastanza) per non aver tentato di umanizzare i cetacei né di enfatizzare le diverse sottotrame politico-sociali che emergono dalla storia. E per aver sfruttato appieno le potenzialità di un buon cast in cui svetta Drew Barrymore, nei panni dell’eroina ‘verde’ Rachel, e si difendono bene anche Dermot Mulroney (un colonnello della Guardia nazionale Usa) e Ted Danson (il petroliere).
Qualcosa di straordinario è un eccellente film per famiglie, un’onesta pellicola di balene e buoni sentimenti che val bene un sabato pomeriggio in poltroncina.
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