
Evelyn è una casalinga, appena rimasta vedova, costretta a vendere la casa per pagare i debiti del marito. Douglas e Jean sono una coppia: stanno insieme da quasi 40 anni, ma tendono all’amore litigarello. Graham è un giudice dell’Alta Corte. Norman, impenitente dongiovanni, fa fatica a crescere e a trovare la donna adatta a lui. Madge ha qualche matrimonio fallito alle spalle, ma tanta voglia di una nuova relazione. Muriel vorrebbe sottoporsi a un intervento all’anca per mettere una protesi. Ad accomunare il destino di tutti loro è il Marigold Hotel, in India, dove pensano di poter trascorrere, almeno buona parte di loro, l’età della pensione. Il resort, gestito dal poliedrico Sonny, però, si rivela essere molto diverso da quello presentato in brochure.
L’idea è venuta a una scrittrice inglese, Deborah Moggach, che ha immaginato un gruppo di attempati connazionali in cerca di un posticino lontano da casa per godersi in santa pace – e a costi decisamente più bassi di quelli patri – la pensione. E, ovviamente, ne ha fatto un romanzo (Mio suocero, il gin e il succo di mango). Produttori con le antenne ben drizzate hanno captato il segnale, affidato la sceneggiatura a Oliver Parker (Othello, Dorian Gray) e ingaggiato un regista del calibro di John Madden (Shakespeare in love). Così, l’intuizione della Moggach ha preparato in pompa magna l’ingresso nell’universo di celluloide. E, per farlo, ha ‘scomodato’ un cast all star e all british, di quelli da far accapponare la pelle. Da Judi Dench (Evelyn) a Bill Nighy (Douglas), fino a Ronald Pickup (Norman) e Maggie Smith (Muriel).
Il risultato finale è una commedia deliziosamente affascinante che non disdegna puntatine di dramma e consuete stille di humour genuinamente made in UK. Tutto ciò, però, se in qualche modo riesce a tenere su la baracca, non evita di mostrare più di qualche lacuna narrativa e un certo immobilismo registico. I personaggi da seguire sono tanti e la possibilità di approfondire la storia di ognuno appesantisce il ritmo della pellicola. Madden sembra seguire da spettatore l’evolversi delle vicende, limitandosi a non perdere di vista il fluire comico e drammatico che la storia propone. Il nuovo inizio dei pensionati inglesi nel resort a mezza stella indiano finisce per ruotare unicamente intorno a vecchi e monotoni pregiudizi. Succede tutto come ci si immagina possa accadere. I tasselli si mettono al proprio posto senza sbavature, senza esitazioni, condotti egregiamente da un reparto attoriale di cui è impossibile scriver male. Eppure, proprio per questo motivo, i livelli flat, senza sussulti, del film lasciano spazio al rammarico per l’occasione perduta.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
dal 30 maggio 2013
Anno: 2012
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