
Anno domini 2089, gli archeologi Elizabeth Shaw e Charlie Holloway scoprono in una grotta un disegno rupestre raffigurante una figura umana che punta verso un ammasso di astri. Quella costellazione pare ripetersi in altre incisioni preistoriche sparse sul globo. Tutti indicano la presenza primigenia di un alieno che sembrerebbe aver generato la vita sul nostro pianeta. A quattro anni dal ritrovamento, finanziata dalla Weyland Corporation, parte una spedizione. A bordo dell’astronave Prometheus un manipolo di scienziati, tra cui i due archeologi Shaw e Holloway, David, un androide, e Meredith Vickers, rappresentante della Weyland, s’imbarcano per una sorta di viaggio della speranza. La missione è quella di trovare la forma di vita intelligente che potrebbe aver creato la razza umana sulla Terra.
È pur sempre il papà di Blade Runner e di Alien, Ridley Scott. E sapere che il maestro torni sulle sponde dello sci-fi intriso di horror e thriller provoca correnti ascensionali colme d’entusiasmi e gravide di aspettative. Allora, in tempi di sequel, prequel, reboot e remake, innanzitutto, bisogna capire su quale lunghezza d’onda stazionare. C’è quella infarcita di fiducia, ma anche quella scettica ché, dopo aver fatto la storia del genere, chissà cosa dovrebbe inventarsi Scott per convincere pubblici bramosi di altri Rick Deckard e altre Ellen Ripley. Per alcune segni rivelatori di cui non diremo, Prometheus si propone come prequel di Alien e viaggia sulla scia della mitologia greca e del ribaldo titano che volle far fesso Zeus rubando il fuoco della conoscenza per ridarlo agli uomini. Ma Prometeo è anche colui che ha plasmato, secondo il mito, gli uomini, quindi l’autore dell’antropogenesi.
Ridley Scott parte da qui, più o meno e fa iniziare l’opera in una brughiera selvaggia e ventosa dove una strana creatura umanoide è intenta a bere un liquido nero e viscoso che trasforma il suo corpo in un corso d’acqua che dà il via alla vita (sulla Terra?). Prometheus è un capolavoro, con un impatto visivo stupefacente e un uso della stereoscopia intelligente e mai disturbante. Ma è anche un po’ una delusione, un fiume in piena dalla portata debordante che finisce per far sfociare tantissime idee brillanti e intriganti in tutto e in niente. Domande esistenziali che tengono da sempre in scacco scienziati e filosofi vengono a galla nell’universo creato da Scott. Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando? Messa da parte l’ironica lettura tutta italiana che Corrado Guzzanti tesseva quale pseudo guru e sacerdote dell’essere supremo Quelo, rimangono l’equipaggio del Prometheus e la voglia di stupire di Ridley Scott a vaneggiare su possibilità astrali e aliene. Scritture rupestri indicano la strada, l’astronave va e trova un mondo pieno di oscure caverne e cunicoli, e alieni che non hanno per niente voglia di svelare arcani misteri.
12 settembre 2012Secondo la mia opinione, film visto e stravisto...
http://download46.com/
dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
Aggiungi un commento