
Come ogni anno, il riccone della compagnia, Max, invita gli amici più cari a trascorrere una vacanza nella sua bellissima casa sulla spiaggia di Cap Ferret. Affacciata sull’Oceano Atlantico. Ormai è una sorta di rituale, una buona scusa per rincontrarsi, passare un po’ di tempo insieme lontani dai disordini caotici metropolitani. Stavolta, però, non è la stessa cosa. Ludo, uno di loro, prima di partire ha subito un grave incidente e si trova in un letto di ospedale. Gli amici si riuniscono subito al capezzale e fortunatamente il medico li tranquillizza sullo stato di salute del compagno. Sebbene abbia subito una brutta botta, Ludo non è in pericolo di vita. Messa la coscienza a posto, il gruppo decide di non rinunciare all’annuale meeting di Cap Ferret.
Sì, un film francese ce l’aspettiamo proprio così, come questo Piccole bugie tra amici di Guillaume Canet. Introspettivo, con qualche piano sequenza buttato lì, gli zoom sui profili d’Oltralpe, quelli tipici che riconosceremmo ovunque: squadrati quelli degli uomini, con sguardi penetranti quelli dell’universo femminile. E poi, le parole d’ordine consentite: robe che vanno dall’introspezione alle profondità, più o meno abissali, in cui il genere umano contemporaneo ama tuffarsi. La villa sulla spiaggia sembra una licenza soap-operistica americana, ché una siffatta magione ce l’aspetteremmo da un Ridge Forrester di Beautiful. Ma son licenze poetiche, Canet il casermone spiaggiato lo riempie di ‘pazienti’ da analizzare in una maxi seduta psicanalitica. E ci riesce anche bene, specie per la velocità con cui affronta un racconto corale che ha l’onere di mostrare le frustrazioni della vita adulta e le piccole bugie che il gruppo di amici deve affrontare.
Bene inteso, tormenti, paure personali e ansie prese in esame sono di per sé banali, ma raccontate in grande stile e con un team di attori eccellente che non si fa mancare gente del calibro di Jean Dujardin, Marion Cotillard e François Cluzet, quest’ultimo in auge nelle sale nostrane grazie al successone di Quasi amici.
Canetorchestra la mega sedutona psicanalitica senza farsi travolgere dalla voglia di approfondire ogni cosa a qualsiasi costo. Per far presa sugli spettatori, il regista non si sforza di mostrare personalità complesse: i personaggi di Piccole bugie tra amici sono facilmente definibili, in quattro parole, e, quindi, naturalmente inquadrabili in stereotipi. Paradossalmente, o forse non è proprio un paradosso, quest’elemento concede una breccia in cui Canet insinua gag e battute fortemente umoristiche, combinando i temi drammatici con la tipica leggerezza da pochade. Ed è proprio questo a fare la differenza, con quello che altrimenti sarebbe stato un film già visto, con temi triti e ritriti.
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dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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