
Il piccolo Barnabas viene portato dai genitori nel nuovo mondo per fuggire ad una terribile profezia. In America fa fortuna e diventa un seduttore. Conquista però la preda sbagliata. Angelique infatti è una strega, che lo trasforma in un vampiro e lo seppellisce. Si risveglierà soltanto due secoli dopo, nel 1972.
Dall’industrializzazione all’epoca post industriale, dagli abiti coi merletti agli hippie, dal diciottesimo al ventesimo secolo. Magari, Tim Burton, come ha dichiarato ai quattro venti prima dell’esordio in sala, voleva solo un vampiro che apparisse un vampiro - e con un camaleontico Johnny Depp, ovvio, il gioco è fatto - sicuramente però, ha trovato pure una creatura della notte in cerca di un centro di gravità permanente, giusto per dirla alla Battiato. Una creatura stramba, asincronica, tenebrosa ma non malvagia, curiosa, a suo modo, tuttavia, sofferente, ferita, incompresa. Con un’anima, ecco. Proprio come Edward mani di forbice, come il barbiere Sweeney Todd, il cioccolataio Willy Wonka.
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