
Avere come papà un magnate immobiliare newyorkese, potrebbe lasciar pensare a una vita tutta in discesa, ma David, rampollo di Sanford Marks, è un giovane uomo frustrato, condannato a vivacchiare all’ombra dell’ingombrante genitore. Ovviamente, papà vuole che faccia parte dell’azienda di famiglia. E lo desidera nonostante il figliolo non ne abbia alcuna intenzione. Poi, David incontra una donna giovane, bella e socialmente ‘operaia’ di nome Katie. I due si piacciono, si sposano e scappano insieme nel Vermont per aprire un negozio di antiquariato. Felici e contenti, fin quando papà Sanford non convince David a tornare nella Mela e a entrare in azienda…
Andrew Jarecki è molto conosciuto alle latitudini di celluloide per Una storia americana, film documentario datato 2003 che ripercorre le vicende reali di papà e figlio minore, di una normalissima famiglia Usa, accusati di abuso di minore. A distanza di un decennio, o quasi, Jarecki torna al cinema con un’opera che ha i tratti somatici del documentario, ma è una pellicola vera e propria disegnata con sceneggiatura, fior d’attori e tutto il resto. È ispirata al caso di Robert Durst e sua moglie Kathleen McCormack, uno dei più noti omicidi insoluti nella storia di New York city. Negli ani Ottanta, Robert, rampollo di una potente famiglia della Mela, è sospettato di aver ucciso la consorte, scomparsa nel nulla e mai più ritrovata, ma la circostanza non verrà mai provata. Love & Secrets offre una ricostruzione molto fedele alle cronache che si susseguirono fino al 2003, aggiungendo di suo una sottile ‘speculazione’ nel fornire/suggerire la risoluzione del caso, ovvero quel ‘come andarono davvero le cose’ che la giustizia americana ha inseguito invano per oltre un ventennio.
Piuttosto che presentare gli eventi in successione puramente cronologica, Jarecki sceglie di utilizzare un approccio non lineare, così la maggior parte della storia è un andirivieni di flashback. David è lì a parlare con i suoi avvocati cercando di ricostruire gli accadimenti, ma facendo poca luce sulla nebbiosa verità. E qui iniziano le pecche di un film che, pur trattando un caso avvincente, mostra defaillance evidenti nel ritmo, esageratamente sincopato. Il metodo narrativo finisce per rompere la progressione della narrazione per l’inclusione di elementi terzi fini a sé stessi. Peccato, perché la bravura del cast avrebbe meritato una ben diversa considerazione. Perfetto il David Marks profondamente disturbato di Ryan Gosling, così come l’autoritario e perentorio volto di Sanford Marks proposto da Frank Langella. Menzione a parte, invece, merita Kirsten Dunst, la frantumazione emotiva, lenta ma inesorabile, che la sua Katie McCarthy intraprende fa grande l’attrice americana, forse, al suo primo ruolo davvero intenso. Chissà, ripensando a Una storia americana, forse, Jarecki avrebbe fatto meglio a costruire un altro film documentario…
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