
La polizia statunitense lo insegue per l’ennesima rapina, la malavita pure. A Driver, non resta che varcare il confine col Messico. Ad attenderlo però c’è la galera. Il bottino gli viene sequestrato dalle forze dell’ordine locali, ma dietro le sbarre nascerà un’amicizia col detenuto più giovane. Che ha un destino segnato.
Chiamalo fesso a Mel Gibson. Dopo aver bistrattato compagne di vita, essersi reso protagonista di sfuriate leggendarie verso i suoi collaboratori, ma, soprattutto, dopo le sue discutibili (diciamo così) posizioni religioso-razziali, ha capito che bisognava resettare col passato e lucidare la fedina. Insomma, concedersi un Viaggio in paradiso. L’occasione migliore per tornare ad accalappiarsi un po’ di simpatia dai suoi vecchi fan.
E la pellicola girata dall’esordiente Adrian Grunberg - già aiuto regia di Gibson in Apocalypto - si presta meravigliosamente bene. Un intero action movie disegnato sulle indubbie qualità interpretative del nostro. Che sugli inseguimenti, le scazzottate, e le situazioni (nonché le condizioni) estreme c’ha costruito un’intera carriera. Però, al paradigma dei buoni contro i cattivi, possibilmente operanti in territorio stelle strisce, questa volta si oppone una variante. O più di una, giusto per mischiare le carte e conferire sapore di nuovo. Da questo punto di vista la location messicana - una chicca il penitenziario “El Pueblito” realmente esistito fino al 2002 - da una bella mano in termini di atmosfere e suggestioni. Per quanto riguarda invece il protagonista, il rapinatore ruvido ma dal cuore d’oro viene superato per far posto ad un’autentica carogna che presta il proprio aiuto soltanto ai suoi, agli amici, che siano coetanei oppure abbiano solamente dieci anni. Così, le sortite mielose sono ridotte al minimo sindacale. A metà strada fra il pulp di Non è un paese per vecchi, e quello di C'era una volta in Messico. A dirla tutta, i produttori - ovvero sempre lui, il buon Mel! - proprio tutto questo coraggio, almeno in casa, non l’hanno dimostrato. Infatti la pellicola, negli Usa, è uscita soltanto in video on demand, mentre la distribuzione classica nelle sale è appannaggio solo, si fa per dire, di trentuno nazioni, fra cui il Belpaese. Maggiore intraprendenza ci sarà magari con i progetti dell’immediato futuro: Giuda Maccabeo - in fase però di stallo per i 'soliti' guai di Gibson - ed un film sui Vichinghi ancora allo step scrittura. Infine, da segnalare per cultori della settima arte, l’omaggio che un’icona “strong” d’America dedica al padre dei duri americani: Clint Eastwood.
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dal 06 giugno 2013
Anno: 2013
dal 13 giugno 2013
Anno: 2012
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