
Jacky Bonnot è un talento della haute cuisine. Autodidatta, geniale, intuitivo, ma eccessivamente legato alle sue teorie, rimane costantemente vittima di se stesso e delle innate e indubbie qualità da gran gourmet. Così, ambizioni e sogni da chef finiscono per scontrarsi con datori di lavoro e licenziamenti a raffica. Beatrice è la sua compagna, molto incinta. È spaventata di finire in mezzo a una strada per colpa delle ‘follie’ di Jacky e gli trova un lavoro come imbianchino in una casa di riposo. Ritinteggiando, non risparmia consigli per i cuochi del sanatorio, attirando l’attenzione dello chef Alexander Lagarde che è lì per far visita al suo capo in pensione. Lagarde potrebbe aver bisogno dell’estro di Jacky…
Ma sì. Andiamo giù duri e diamogli di luoghi comuni. Amour et cuisine in un vortice intenso mica scevro da sottile ironia e gag prese pari dall’avanspettacolo. Il regista e sceneggiatore Daniel Cohen gioca in cucina tutte le sue carte, o meglio nell’haute cuisine. Occhieggia alla gastronomia e ammicca alla commedia, quella non troppo disimpegnata, ma neanche cervellotica, con sottotrame e input subliminali da scovare tra le pieghe nascoste del lenzuolone bianco. Zooma sull’appassionato del cibo con gusto congenito per le delizie dei palati, ma divorato dalla superbia. E poi sullo chef stellato Michelin e stufo, quasi, di gourmandise da leccarsi i baffi e rampolli che cercano di farlo fuori. S’accenna al nuovo che avanza a dispetto della tradizione ripiegata sui canoni millenari. Ciondola Cohen, dal giovanotto talentuoso e aspirante, al maturo in affanno. Tra loro, la fidanzata incinta del primo e il villain del secondo, erede del ristorante paterno in preda al morbo del rinnovamento a tutti i costi.
Il carrozzone parte. E Cohen sbanda alla grandissima quando vuole proporre la grandezza dell’arte culinaria e cerca di trasformare la pellicola da pochade a celebrazione dell’esser campioni tra i fornelli. Si riprende con fendenti satirici alla modaiola cucina molecolare. E cita (?), più o meno volontariamente, le disavventure del topino Ratatouille protagonista dell’affascinante e divertente cartoon disneyano di qualche anno addietro. Sugli scudi Jacky e Alexander, rispettivamente il simpatico, e superbo quanto basta, Michael Youn e il Jean Reno che non t’aspetti, alla seconda esperienza da chef – dopo quella di Jet Lag (2002) con Juliette Binoche – e abbigliato da samurai in una sequenza allegra pur nella sua prevedibilità di fondo. Perché no, gli 86 minuti e passa di Chef si tirano giù spensieratamente, tra deliziosi piatti in passerella, gag, amour e haute cuisine. Il solstizio del 21 giugno ha decretato l’arrivo dell’estate… anche au cinéma!
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
dal 30 maggio 2013
Anno: 2012
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