
“Questo film è importante perché, nonostante in passato siano state fatte molte cose su Bob, credo sia la prima volta che viene data alla gente la possibilità di sentirsi emotivamente vicina a Bob come uomo, non come leggenda del reggae o come figura mitica, ma attraverso la sua vita di uomo”. Parola di Ziggy Marley. Ed è proprio così, dato che Marley, presentato alla Berlinale dello scorso febbraio, si propone soprattutto come l'occasione per conoscere l'uomo dietro la leggenda, attraverso interviste, foto, video e altro materiale inedito.
Il documentario è diretto da Kevin Macdonald, quarantaquatrenne cineasta britannico vincitore dell'Oscar nel 1999 per il documentario Un giorno a settembre, sull'attacco terroristico dell'organizzazione Settembre Nero agli atleti israeliani nel corso delle Olimpiadi di Monaco '72, oltre che autore di pellicole come The Eagle e State of Play. Macdonald, lavorando assieme alla famiglia Marley, a Chris Blackwell e a Steve Bing, ha diretto il lungometraggio destinato a diventare il più importante documentario autorizzato sulla vita, l’influenza e l’impatto globale esercitati da uno dei più importanti cantanti, compositori, musicisti e attivisti della storia.
Le riprese hanno avuto luogo in posti lontani tra loro come il Ghana, il Giappone e la Gran Bretagna, oltre che nell’amata Giamaica di Bob e negli Stati Uniti. Marley rappresenta un vero evento perché per la prima volta la famiglia di Bob Marley ha autorizzato l’utilizzo dei propri archivi privati. Il film arriverà nelle sale italiane il 26 giugno per un evento unico. La colonna sonora originale è pubblicata in Italia da Universal Music.
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