
Gran stridio di freni. Sosta fulminea dell’auto. Dal finestrino, vola dritto uno zainone oblungo che va a schiantarsi a un passo dall’inebetita suor Mary Mengele. Sguardo a metà tra meraviglia e curiosità, il contenuto della misteriosa sacca svela tre bebè. Moe, Curly e Larry sono appena stati abbandonati davanti all’orfanotrofio. Di loro si prenderanno cura suor Berenice, suor Rosemary, suor Mary Mengele e la madre superiora dell’istituto. Gli anni passano, i tre amici sono diventati grandi e non hanno lasciato l’orfanotrofio che adesso rischia di chiudere. Bisogna trovare oltre 800mila verdoni per salvarlo. Ci penseranno Moe, Curly e Larry.
Benicio Del Toro, Sean Penn e Jim Carrey. L’avevano architettato proprio alla grande il cast, quei due mattacchioni di Peter e Bobby Farrelly. Quell’idea di riportare sul grande schermo The Three Stooges, ovvero I tre marmittoni, all’anagrafe degli inizi del secolo scorso, Moe, Curly e Larry, girava da tempo immemore nelle testoline dei fratelli più irriverenti – o quasi – del cinema americano. Una lettera d’amore verso il trio comico a stelle e strisce autore di tante pellicole esilaranti, nel furore del bianco e nero, nel segno della pura 'slapstick comedy': inseguimenti, versacci, smorfie, capitomboli e via dicendo.
Saltate le tre star per questioni di produzione, impegni e qualsiasi altra roba ostativa si possa immaginare, il progetto è andato avanti comunque. E per fortuna ha restituito a pubblico e cinema i Farrelly in formato Scemo e più scemo, ovvero con lo smalto dei tempi migliori. Accompagnati da una trama che strizza l’occhio alle peripezie dei fratelli Blues, I tre marmittoni sono una miscela strana di umorismo grossolano e rozzo, molto fedele alle pochade che celebra e a cui si ispira. Certo, lo stile è sempre marchiato Farrelly, per cui meglio mettersi la coscienza a posto e non far tanto gli schizzinosi, non mancano insolenze, sfacciataggini e solfeggi di peti addirittura ‘subacquei’.
Per non parlare delle bellezze incontenibili della mediterranea Sofia Vergara, la cattivona, e quelle di Jennifer Hudson (suor Rosemary) e Kate Upton (suor Berenice), della serie, quando l’abito da suora nasconde avvenenze da pin up. E se è pur vero che il battage mediatico che avrebbero avuto Carrey, Penn e Del Toro sarebbe stato da urlo, Chris Diamantopoulos, Sean Hayes e Will Sasso se la cavano alla grandissima a imitare gli originali Moe, Curly e Larry. Il cast chiosa con Jane Lynch nelle vesti della madre superiora e Larry David, sì proprio Larry David (fantastico!), in quelli di suor Mary Mengele. Buffonate, fisicità, scivoloni, capriolone e stupidaggini allo stato puro. In una parola, divertissement. Bentornati Farrelly bros.
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