
Antica Cina, epoca della dinastia Ming. Alcune bande combattono tra loro per ottenere le spoglie di un monaco buddhista. La leggenda narra che entrando in possesso di tutte le reliquie si possa raggiungere l’assoluta padronanza delle arti marziali. Drizzle, feroce e spietata assassina dell’ordine della Pietra Nera, non ne può più di uccidere e abbandona il clan non prima di riportare la reliquia di cui è in possesso nella tomba del monaco. Poi, cambia vita, si trasferisce nella capitale e, grazie a un intervento chirurgico, trasforma il suo volto. Adesso non sarà più la crudele Drizzle, ma la venditrice di tessuti Zeng Jing. S’innamora e sposa Ah-Sheng. Il leader della Pietra Nera, però, è sulle sue tracce, determinato a ritrovarla.
Cappa e spada tradizionale, ma con quel pizzico di follia e spettacolarità che il talentuoso regista Chao-Bin Su, supportato dal maestro John Woo, è riuscito a infondere. Antichi sacerdoti, clan rivali, sesso e arti marziali si fondono nelle atmosfere magiche della Cina dei Ming, ma la ‘modernità’ viene fuori subito dopo il prologo con una curva amorosa che sale sempre più su, malgrado combattimenti e scene cruente. Così, se appare evidente il legame della doppia identità assassina con il Face/Off firmato proprio da Woo, e interpretato dalla coppia Nicolas Cage e John Travolta, una certa sorpresa suscita il parallelismo che salta alla mente con il blockbusterone americano Mr. And Mrs. Smith di Doug Liman, ma specialmente della coppia Pitt-Jolie. Zeng Jing e Ah-Sheng sono innamorati, ma hanno entrambi qualcosa da nascondere l’uno all’altra…
Occhei, non andremo avanti in quello che potrebbe rivelarsi uno spoiler, ma ci addentriamo nel campo delle coreografie dei combattimenti dove la mano di John Woo fa sentire la sua maestria sui movimenti della macchina da presa. Fantasia e spettacolo permeano la scena, i guerrieri diventano portatori sani di pura arte tersicorea. Meraviglia per gli occhi. La pellicola ha un suo stile ben definito, almeno nel percorso visivo/visionario. Certo, alcune piccole magagne si nascondono nelle pieghe della Congiura, una su tutte, la lentezza eccessiva dell’introduzione, caotica e un tantinello confusionaria prima di mettere a fuoco il passato del personaggio di Drizzle che si rivela essere il filo d’Arianna della storia. Sì, forse avremmo dovuto dirlo subito, ma un grande applauso merita Michelle Yeoh. Magnifica la sua interpretazione di Zeng Jing, ovvero Drizzle in versione post operatoria. E si dimostra all’altezza della partner anche Jung Woo-sung, nei panni di Ah-Sheng. Insieme costruiscono una coppia convincente sia sul versante romantico che su quello squisitamente… omicida. La congiura della pietra nera è un wuxia ben fatto con tutti i suoi elementini classici al posto giusto e quella doppia identità – stavolta non assassina – che nicchia alla tradizione pur offrendo una chiave di lettura moderna.
Non ci sono commenti.
dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
Aggiungi un commento