
È venuto via dalla Grande Mela per sfuggire al freddo pungente e alle caoticità della metropoli. E adesso che la sua vita e quella della sua bella moglie è nella sonnolenta e tranquilla Glenview, in Ohio, Evan si gode l’idillio suburbano. E cerca anche di darsi da fare organizzando attività extralavoro, tipo un corso di lingua spagnola al circolo ricreativo. Un raccapricciante episodio, però, turba gli animi della cittadella. Il guardiano notturno dello store in cui lavora Evan viene trovato barbaramente ucciso. La polizia mostra di non dar molto peso all’accaduto, quindi, il nostro cerca di formare una task force di sorveglianti che provveda alla sicurezza del quartiere. Al capezzale accorrono Bob, Franklin e Jamarcus. Pochini in realtà. La combriccola si mette all’opera e fa una sensazionale scoperta: è in corso un’invasione aliena…
Ecco perché amiamo i film di Adam Sandler. Anche quelli più beceri degli ultimi tempi. La voglia di non strafare. Questa è la ragione. Roba che invece succede a Seth Rogen, Evan Goldberg e Jared Stern, non certo tre signori da prima esperienza con sceneggiature e soggetti. Eppure, questo Vicini del terzo tipo sembra non indovinarne una. Con una premessa decente che coinvolge alieni che possono giocarsi l’assunzione di sembianze umane, lo script diventa via via incredibilmente pigro. E così t’aspetti di fare bottino pieno di risate e buonumore, e magari anche di qualche intrigante sottotrama. Piattume assoluto. Anzi, effetto calderone, quelli in cui si mette dentro un miscuglio di generi sperando che qualcuno di questi si sobbarchi il peso della pellicola. Il regista Akiva Schaffer arriva dalla palestra del Saturday Night Live, ma la trasposizione dei tempi comici televisivi sul grande schermo, lo sappiamo bene, non sempre riesce.
I livelli delle gag rimangono bassi e anche quando si affida tutto alla statura non indifferente dei quattro attori protagonisti, sembra di assistere a una rappresentazione del dopolavoro. Ben Stiller (Evan), Vince Vaughn (Bob), Jonah Hill (Franklin) e Richard Ayoade (Jamarcus), a dirla tutta, salvano la baracca dal decadimento totale, ma non vanno oltre il solito compitino, in particolar modo Vaughn che suona il solito pezzo del tipo forte e aggressivo/virile ma con un cuore d’oro. Stiller è da dentro o fuori, che sarebbe come dire amore/odio, s’odia o s’ama. Senza acuti Jonah Hill, nel ruolo del bamboccione. Sorpresa Ayoade. Sexy e convincente Rosemarie DeWitt (moglie di Evan). Peccato. Un’idea sostanzialmente buona sprecata da uno script mal pensato. E dalla voglia di strafare. Ecco perché amiamo i film di Adam Sandler. Anche quelli più beceri degli ultimi tempi.
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dal 30 maggio 2013
Anno: 2013
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