
“Non sono mica Mary Poppins. Gli uomini non fanno i babysitter”. Noah non ha dubbi, la proposta di sua madre non può essere presa neanche in considerazione. Ché va bene esser sospesi dal college, occhei non avere uno straccio di lavoro, ma l’onta di badare ai bambini è davvero troppo anche per lui. Eppure, gli tocca. E così Blithe, Slater e Rodrigo passeranno la serata con il caro Noah. E che serata! Dopo qualche scaramuccia, si fa viva la presunta ragazza di Noah con una promessa allettante quanto pericolosa: sesso in cambio di cocaina. Da procurare direttamente dal suo pusher. Sebbene riluttante, il giovanotto ci pensa un po’ su e poi infila i pargoli in un minivan e si lancia sulle strade irte di pericoli della Brooklyn by night.
C’è del buono in questa pellicola della star extralarge Jonah Hill – anche se ultimamente ha perso diversi chili. La botta di amarcord che riporta agli anni Ottanta. Precisamente al 1987, quando un esordiente Chris Columbus dirigeva Tutto quella notte, con la mitica e sbarazzina Elisabeth Shue impegnata a tener buoni due adolescenti e una bambina, mentre cerca di ritrovare un’amica nel centro di Chicago. Ovviamente Jonah non è Elisabeth e la trama ordita dagli sceneggiatori Brian Gatewood e Alessandro Tanaka si piega alle gag pregne di volgarità e scurrilità a buon mercato che hanno contribuito alla fama dell’attore americano. Buono a nulla e stravaccato sul divano, Noah, babysitter per forza, trova sulla propria strada tre ragazzini terribili: il più grandicello, Slater, sessualmente confuso e crivellato dall’ansia, Rodrigo, fratello adottivo, un piromane che si diverte a far saltare in aria servizi igienici, e Blithe una sorta di aspirante concorrente del programma di Mtv Paris Hilton’s my new Bff.
Si capisce presto che non trascorreranno molto tempo in casa, tata Noah e bimbetti, e difatti tutti finiscono in minivan per un improbabile cocaina tour. Sulle strade newyorkesi di Brooklyn, il regista David Gordon Green – quanta acqua è passata dopo l’acclamato dramma indie George Washington (2000) – la butta sul ritmo martellante e aiutato dalla fotografia di Tim Orr non disdegna di offrire una panoramica interessante della Grande Mela notturna. Il resto è costruito su una trama prevedibile, infarcita di boutade e situazioni scontate a servizio del corpulento Hill. Sì, l’ammettiamo, c’è spazio per qualche risata, c’è un buon Sam Rockwell, nel ruolo del pusher, la star Jonah Hill (Noah) che riempie lo schermo e gli dà su col repertorio del genere, ma non è abbastanza per rendere sufficientemente spassoso un film che, almeno, ha nei suoi 81 minuti di durata il riguardo di non tirarla lunga oltre il lecito. Eppoi, vogliamo parlarne del titolo italiano…?!
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